Inquadrando ieri la massa di donne egiziane in fila per votare, con il capo coperto o scoperto, con i jeans o la gonna, allegre, speranzose in quello strumento meraviglioso di potere che sono le elezioni, tutte le televisioni del mondo occidentale hanno espresso il consueto entusiasmo: la primavera araba porterà la democrazia, menomale, si vede dalle donne. Invece sarebbe stato meglio sentire un brivido e avvertire quella particolare popolazione femminile sofferente, sfruttata e oggi speranzosa: attenzione, potrebbe prepararsi un destino peggiore.
Ci sono evidenti segni che la Fratellanza Musulmana, capofila di tutti i movimenti islamisti, la più organizzata fra le organizzazioni egiziane, sarà il vincitore delle elezioni di ieri. Allora, donne egiziane, sapete questo cosa significa, certo vi viene da ridere quando i Fratelli promettono che la loro fedeltà all'Islam sarà gestita con blandizia. La loro forza impositiva non tarderà a farsi sentire: tre persone su dieci sono illetterate e quattro vivono con meno di due dollari al giorno. È un ambito ideale per il fanatismo.
Povere egiziane in fila per votare contro se stesse
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