IL PRESIDENTE DEI SENATORI PDL CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

RomaNessun problema se i giornali pubblicano ogni giorno valanghe di intercettazioni da lui disposte, anche se solo private e imbarazzanti e non penalmente rilevanti. Ma guai a criticare il suo operato: Henry John Woodcock non perdona. Se si sente offeso, querela. Ne sa qualcosa il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri, condannato ieri a 1.000 euro di multa per diffamazione aggravata ai danni del pm di Napoli. Il magistrato si era risentito di come l’allora ministro delle Comunicazioni, era il febbraio del 2004, aveva commentato l’archiviazione, disposta dalla Procura di Roma, di un’inchiesta messa in piedi da Woodcock, all’epoca pm a Potenza. Nel 2003 aveva indagato Gasparri per favoreggiamento sulla base delle solite intercettazioni effettuate nell’ambito di un’inchiesta per tangenti. L’accusa? Quella di aver suggerito ad un imprenditore che il suo telefono era sotto controllo. Ma anche in questo caso Woodcock si era dovuto spogliare del fascicolo per una questione di competenza territoriale. Appena trasferita a Roma l’indagine venne archiviata. E Gasparri non seppe trattenere il suo entusiasmo. Nel corso di una trasmissione telefonica della Rai disse che «era stata spazzata via la farneticante accusa di un giudice irresponsabile di Potenza», aggiungendo che Csm e ministero della Giustizia «avrebbero messo fine all’azione dissennata di persone che calunniano».

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