Il primo «mattone» di Alberto di Monaco

Inaugurato un nuovo resort: «La mia priorità è investire per abbellire il lungomare»

Lea Pericoli

È stata la seconda volta ufficiale, ma per Alberto II è stata l’occasione di parlare di suo padre Ranieri in pubblico e soprattuto di far intendere quale sarà la sua politica in futuro. È successo sabato 7 ottobre, quando il giovane Sovrano ha inaugurato il Monte Carlo Bay, avveniristico Hotel della SBM: «Mio padre aveva seguito con attenzione questo progetto. Sarebbe stato orgoglioso dell’impegno con il quale è stata realizzata un’opera che ha preso il via negli anni 70, nel quadro di una ambiziosa politica di ingrandimento del nostro territorio, che ci spinge sempre più dentro al mare». Alberto II ha ricordato ai 1000 invitati: «Il nuovo Resort nasce su 2 ettari di terrapieno e i miglioramenti del lungomare, la sua valorizzazione, sono per me una priorità».
Il 7 ottobre era una data significativa perché celebrava la giornata del sorriso nel mondo («Non è forse con il sorriso che dimostriamo il nostro primo gesto di calorosa accoglienza?» ha sottolineato il Sovrano) ricordando come il Principato, celebre luogo di villeggiatura, nel terzo millennio dovrà evolversi sia verso il turismo individuale che verso il turismo d’affari, con diversificazioni di offerte che lo rendano sempre più moderno. La sontuosa cerimonia di inaugurazione, alla quale erano presenti le Principesse Caroline e Stéphanie, e moltissimi personaggi famosi hanno mostrato al mondo il nuovo volto di Montecarlo: l’Albergo è costato 200 milioni di euro, per costruirlo ci sono voluti 34 mesi e hanno lavorato per questo 800 persone. Nel giardino tropicale sono state piantate 167 specie di alberi. Sul fondo della laguna artificiale, lunga 94 metri, sono state posate 750 tonnellate di sabbia. La modernissima Spa, di 900mq, è dotata di 11 ambienti: piscine riscaldate, jacuzzi, fitnesss club, palestre, saloni di bellezza, aree di relax, parrucchiere. Insomma, questo è il primo mattone della nuova Montecarlo e una cosa è certa: dopo anni di staticità, il Principato ha voltato pagina. E se era difficile sostituire Ranieri, oggi tutti dicono che Alberto ce l’ha fatta.

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