Prof lombardi senza cattedra Il direttore regionale attacca: «È colpa dei colleghi del Sud»

Se ci saranno precari senza posto, è colpa anche degli insegnanti del sud iscritti nelle «code» delle graduatorie che stanno rubando parte dei posti agli iscritti nelle graduatorie lombarde. Questa la tesi sostenuta ieri durante la conferenza stampa per l’avvio del nuovo anno scolastico dal direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio e dall’assessore regionale alla formazione Gianni Rossoni che hanno appunto illustrato l’intesa Regione-Miur per assicurare ai perdenti posto un’indennità di disoccupazione.
«Ma non sarà un semplice ammortizzatore sociale – ha precisato Rossoni – manterranno il posto lavorando». A quanti andrà l’indennità per cui la Regione ha messo a disposizione 15 milioni di euro? Non ci sono ancora dati certi. «Aspettiamo – ha precisato Colosio – il termine delle operazioni di incarico a Milano. Poi faremo i conti». Sta di fatto che anche quest’anno ai precari lombardi andranno oltre 20mila supplenze annuali.
Giuseppe Colosio ha poi illustrato le dimensioni della scuola di Milano e Lombardia: da lunedì prossimo saranno sui banchi un milione e 400 mila studenti. Un’azienda mastodontica gestita da 105.695 insegnanti. Altro dato: le classi attivate sono 51.947, con una media di 21,47 alunni per classe (contro i 16 della media nazionale). La Lombardia, insomma, è una delle regioni più virtuose dal punto di vista organizzativo e, quindi, economico. «Bisogna che teniamo conto delle difficoltà economiche che stiamo affrontando – ha detto ancora Colosio – e ciascuno deve fare la sua parte. Le scuole riducendo all’essenziale le spese, gli studenti impegnandosi per essere pronti a entrare nel mondo del lavoro col massimo della preparazione. La scuola deve diventare il fattore fondamentale di sviluppo della Lombardia».
Intanto il costo del servizio scolastico regionale ha raggiunto quota 7 miliardi e 200 milioni di euro, all’80 per cento a carico dello Stato, il resto agli enti locali. Ogni studente lombardo costa mediamente 5.313 euro all’anno: dai circa 2000 nella scuola dell’infanzia, ai 10.000 e anche oltre alle superiori.
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