Progetto Pepita

«La cultura per i poveri non può essere una cultura povera». E proprio chi non ha possibilità, merita di avere a disposizione i migliori strumenti e i migliori maestri. Poche parole bastano al maestro Josè Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della Cultura in Venezuela, per raccontare la sua filosofia dell’arte e della musica. Quella che dal 1975 gli ha permesso di strappare ai barrios, i quartieri più poveri, 250mila ragazzi difficili mettendo loro in mano semplicemente uno strumento. E il sogno, per i bambini di strada, di poter un giorno suonare in un grande teatro. Magari la Scala, come è capitato ieri a 200 tra i migliori giovani musicisti venezuelani che, riuniti nella Sinfònica de la juventud venezolana Simòn Bolìvar, hanno potuto suonare nel tempio della musica per festeggiare i dieci anni dell’Associazione Children in crisis Italy, la sezione italiana della Onlus voluta da Sarah Ferguson duchessa di York. Ragazzi guidati dal fenomeno dei nostri giorni, il direttore d’orchestra Gustavo l’«impetuoso» Dudamel.
Milano non è Caracas, ma anche qui ci sono tanti ragazzi in cerca di una strada da seguire, di un direttore d’orchestra che insegni loro a dare il tempo giusto alle loro giornate e un’armonia al loro futuro. E così il ricavato del concerto benefico organizzato ieri sera alla Scala, spiega il sindaco Letizia Moratti, andrà a sostegno oltre che di diverse iniziative dell’associazione nel mondo, anche del progetto Pepita. A Milano, nei quartieri dove è già è attiva l’associazione «De Musica», nascerà un’orchestra giovanile milanese pronta a riprendere principi e obiettivi della Simòn Bolìvar. «Partiamo - le parole della Moratti - da una piccola orchestra che esiste già in zona 6. Vogliamo fare anche qui quello che è stato fatto in Venezuela». L’esuberante duchessa Sarah ringrazia la Moratti per il sostegno all’iniziativa («Ho detto al sindaco che sono al suo servizio e al servizio di Milano»). «Questi ragazzi alla Scala - dice lì vicino il maestro Dudamel - è un sogno che si fa verità». Accanto, incredula, il presidente di Children in Crisis Italia, Barbara Bianchi Bonomi. Un quartetto d’archi suona con gli strumenti forniti dalla Fondazione Hilti, 45 gioielli tra cui un violino di Ventapane del 1834 e un contrabbasso tedesco del 1780. Oltre due milioni e mezzo di dollari investiti nelle note di ragazzi che hanno saputo cambiare il loro destino. Guardando a Dudamel che a 28 anni ha già diretto nei più grandi teatri del mondo. E oggi dirige la Los Angeles Philharmonic.
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