La Regione Puglia, diventata roccaforte del governatore Nichi Vendola e del suo partito «Sinistra, ecologia e libertà» conta su un esercito di circa tremila dipendenti. Eppure la giunta Vendola, quella della prima legislatura almeno (per quella attuale i dati non sono ancora disponibili), sembra aver deciso che le truppe non erano sufficienti: la fioritura di consulenze e collaborazioni varie se non è da record, poco ci manca.
Una valanga di consulenze, tirate in ballo proprio dallentourage vendoliana, confluite, poi, in quelle che la puglia conosce come «Fabbriche di Nichi». Dal 2006, anno la giunta regionale pugliese ha sfornato 500 contratti fra collaborazioni e Co.co.co. Numeri da capogiro. Basti pensare che 38 consulenti e collaboratori hanno superato il tetto dei 50mila euro, con punte di 80mila euro per una singola prestazione (sono quelli che riportiamo nella tabella in questa stessa pagina). In realtà alcuni di essi hanno collezionato più incarichi, arrivando a raggranellare anche 300mila euro.
Tra i più fortunati collaboratori di Vendola cè il capo dellavvocatura regionale, Nicola Colaianni, vanto della politica «modernista» del governatore pugliese, che ha una retribuzione da 168mila euro. Ma, come se non bastasse durante tutto il primo mandato, non sono mancati gli incarichi ad avvocati esterni. Persone di fiducia tanto per capirci. Buttando giù la linea delle somme la cifra diventa mostruosa: 11 milioni e mezzo di euro in contratti.
Cè poi il capitolo delle spese per la politica, che sono però meno clamorose. Sulle spese per la casta, quelle più visibili agli elettori, ma come abbiamo visto non più ingenti. il governatore ha avviato una campagna di «contenimento» dei costi. Attualmente la Puglia ha un presidente di consiglio regionale, undici assessori, sessanta consiglieri regionali, che in questa seconda legislazione del « presidente rosso» sarebbero potuti essere molti di più se non ci fosse stato un dietrofront dellultimora.
La Puglia di Vendola fa mangiare un esercito di consulenti
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