Quando i comunisti fanno i padroni: Paolo Cacciari sfratta madre e figlie

Il fratello dell'ex sindaco di Venezia con alle spalle una carriera da contestatore e difensore delle occupazioni abusive, rinnega gli ideali di una vita per regalare una casa al figlio, leader dei no global locali

Venezia - Proletari duri e puri. Ma solo in pubblico. Poi nei propri affari privati si comportano come i padroni che combattono. E' la vicenda, segnalata dal Corriere del Veneto e riportata oggi dal Corriere della Sera, di Paolo Cacciari, fratello del più famoso Massimo ex sindaco di Venezia.

Comunista Paolo Cacciari ama definirsi "quello cattivo" per differenziarsi dal fratello filosofo. E in effetti il suo curriculum non lascia spazio ad equivoci: insegnante, giornalista, sindacalista, un passato nel Partito comunista, un presente in Rifondazione, consigliere comunale, assessore e vicesindaco a Venezia e anche deputato nell'ultima disastrosa esperienza di Romano Prodi.

Tutto suo padre La passione di Paolo viene trasmessa al figlio Tommaso che oggi è tra i leader e uno dei portavoce del Centro Sociale Rivolta di Marghera (Venezia). Che soddisfazione per il papà comunista un figlio no global. Peccato solo che all'attività politica da contestatori segua un comportamento privato da veri padroni capitalisti.

Lo sfratto L'episodio ha del paradossale: Paolo Cacciari sta per sfrattare dall'appartamento (appartenuto alla madre) in campo San Tomà una donna veneziana, Raffaella Mambelli, madre di due figlie che da anni paga regolarmente l'affitto al "Cacciari cattivo". Il tutto per dare al figlioletto Tommaso una casa in cui vivere. Intanto nell'attesa che l'appartamento venga lasciato libero, il ragazzo probabilmente continua a protestare contro gli sgomberi e a sostenere i "kompagni che okkupano"

L'aiuto del comune L'ufficiale giudiziario ha prolungato la scadenza fino al 21 febbraio ma per Raffaella la sostanza non cambia: "Il mio lavoro è saltuario e non mi permette di pagare un affitto. Il Comune mi è sempre stato vicino: speriamo che mi aiuti anche questa volta". Una dichiarazione che fa sorridere: il comune guidato da Massimo Cacciari ha sempre sostenuto una cittadina che ora sta per essere sbattuta in mezzo alla strada dal fratello dell'ex sindaco.

Distinguo Il figlio Tommaso, indomito sostenitore del "diritto alla casa" interviene nella questione: "Quanto al diritto alla casa ho combattuto moltissime battaglie credo che siano in pochi in città a potermi insegnare qualcosa. Ma in questo caso è una cosa che va avanti da tempo, l'avevamo fatto presente più di una volta alla signora che il contratto non sarebbe stato rinnovato". E' proprio vero, non esistono più i comunisti di una volta.

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