Quando il morto indaga su chi l'ha ucciso

Il punto di vista del morto è sempre straniante ma fondamentale, in un buon noir.

Il punto di vista del morto è sempre straniante ma fondamentale, in un buon noir. Di solito è statico e non partecipa direttamente agli eventi dell'indagine, però li scatena. E quando gli autori decidono di inserirlo nelle narrazioni ribalta le storie, rendendole surreali, originali e graffianti. È accaduto in film come Viale del tramonto diretto da Billy Wilder e in Ghost - Fantasma di Jerry Zucker, in Io sono Helen Driscoll di Richard Matheson e in tutte le indagini del commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni, capace di percepire le ultime parole dei morti.

In questo curioso giallo ectoplasmatico, La madre assassina (La nave di Teseo), Ermanno Cavazzoni ci racconta il punto di vista di un uomo assassinato in un'opera che mostra echi di Franz Kafka e di Philip K. Dick. Dall'autore boemo è ripreso il senso di irreale consapevolezza e colpevolezza che sembra angustiare il protagonista, mentre dallo scrittore americano deriva la sensazione di complotto e lo sconfinare delle vicende fra il noir e la fantascienza. Perché il povero Andrea Pacini è morto sul serio e il suo è un caso avvenuto nel 2010. Qualcuno ha voluto occultarne la cronaca per evitare che ci fossero ulteriori indagini su di lui e la sua morte e sulla situazione enigmatica che ha generato il suo caso. Lui stesso ha registrato le proprie sensazioni in prima persona e fino al novembre 2017 le sue dichiarazioni di morto senziente erano registrate negli atti del processo che lo aveva visto protagonista. Documenti racchiusi nel faldone 2749b che è andato perduto causa allagamento doloso dell'archivio che li conservava. Ma grazie a una copia di quei testi, trascritta fortunosamente, i lettori scoprono le sensazioni provate dal povero Pacini quando si è scoperto defunto e quando ha iniziato ad interrogare sua madre rispetto alla sua condizione.

Ma è credibile la sua voce? Sono credibili i racconti che gli forniscono gli altri? Cosa nascondono tutti? E perché il magistrato che ha registrato la sua testimonianza è così preoccupato che si tratti, più che di un semplice omicidio, di un'incursione aliena nel nostro mondo? Cavazzoni si diverte a rimescolare gli stilemi del giallo in un'opera giocosa e inquietante che a ogni pie' sospinto ci ribadisce che «accadono cose su questa terra che escono da ogni ragionevole spiegazione, ma che un giorno saranno capite».

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