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Il “capolavoro” del legale di Salim, la guerra delle nutrie e Sempio: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il papa di Andrea Sempio, le sparate anticapitaliste di Marracash e Pedro

Il “capolavoro” del legale di Salim, la guerra delle nutrie e Sempio: quindi, oggi…

  • A Ferrara ci sono più nutrie che biciclette (sto esagerando), tant’è che la Coldiretti vorrebbe organizzare squadre di cacciatori per lo sparo dalla barca. Avvio il conto alla rovescia per le proteste degli animalisti.

  • La Fortitudo Bologna, squadra di basket di Serie A2, è stata multata di 1.666 euro (ma chi è che decide le cifre: Topo Gigio?) perché la tifoseria ha arrecato “offese collettive e frequenti” nei confronti “di un atleta avversario ben individuato”. A giudicare dalla tipologia di sanzione, non si tratta di offese razziste (altrimenti sai che casino sarebbe uscito). Quindi adesso manco se po’ prende di mira un avversario. Più che palazzetti e stadi, stiamo cercando delle parrocchie. No?

  • "Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all'incubo di sabato e pensare che l'abbia causato mio fratello… non riesco a trovare le parole… se non che ci dispiace. Non possiamo neanche smettere di volergli bene, lo andremo a trovare ma non sappiamo quando… non so neanche se riuscirò a guardarlo negli occhi". Lo ha detto la sorella di Salim El Koudri. Ed è da apprezzare.

  • Certo che mediaticamente l’avvocato di El Koudri è riuscito in un capolavoro: in tanti ormai danno per scontato che si sia trattato di un momento di follia e niente più. Non dico che lo giustificano eh, però lo inseriscono in un contesto che provoca meno indignazione di quanto forse ne dovrebbe produrre. E questo nonostante il Gip abbia detto l’esatto opposto, ovvero che quel gesto non deriva dai suoi problemi psichici (che comunque negli ultimi due anni, da quando aveva smesso di curarsi, non avevano provocato crisi tali da richiedere un Tso). Chapeau, in senso negativo.

  • Leggo questa intervista al Fatto di una signora che ha due parenti sulla Flotilla. “Mio marito e mio figlio inginocchiati con gli altri della Flotilla: sono fiera di loro, a essere umiliati sono l’Italia e il governo”, ha detto. Va bene. Capisco l’orgoglio, o meglio: non lo capisco ma è comprensibile che, se crede in quelle idee, sia orgogliosa di loro. Ma che c’azzecca il governo italiano? E perché Palazzo Chigi dovrebbe “difendere” preventivamente cittadini italiani che vanno liberamente a fare un viaggio inutile e sin dal principio pericoloso? Quello che fa uno Stato serio, qualunque possa essere la motivazione per cui un cittadino si mette in pericolo, è adoperarsi per ridurre i danni. E i Flotillanti torneranno tutti a casa, senza problemi.

  • Che poi mi fa ridere: questi invocano il governo e lo Stato, poi sono gli stessi che urlano all’abbattimento delle barriere e alla fine delle Nazioni. Mah.

  • Questo per raccontarvi il livello del giornalismo, a volte. Nei giorni scorsi un quotidiano, non ricordo quale, ha intervistato un esperto di correnti marine o una cosa del genere il quale ha ipotizzato, dall’Italia, che i sub delle Maldive potessero essere stati risucchiati da una corrente. Ipotesi eh, ma presa per buona da tutti che ci hanno fatto dei gran titoloni, lunghe analisi sull’effetto Venturi eccetera eccetera eccetera. Peccato che evidentemente quel signore sul posto non c’era mica stato e non poteva sapere se quella grotta effettivamente rientrava tra le sue ipotesi. Infatti i sommozzatori che sono andati lì sotto hanno detto: eh no, amici miei, lì non ci sono correnti abbastanza forti per poter risucchiare nessuno. Ecco. Non sarebbe il caso di attendere che le autorità guardino le GoPro e diano qualche elemento in più, prima di buttarci come squali sulle prime ipotesi formulate dalle scrivanie di un’università?

  • Leggo questa intervista a Marracash. Domanda del collega: “«Ho il cuore pieno, non voglio nuovi friends», un tuo verso di Love. E questo è il punto focale nel documentario: il tuo laccio familiare dentro una forma di solitudine che è motrice”. Ma che vor dì? Parla come magni, dai.

  • Mi ha colpito molto l’intervista al papà di Andrea Sempio. E non tanto il fatto che abbia definito “vigliaccata” la riapertura dell’inchiesta. Ma perché quando gli chiedono se, “guardando negli occhi il figlio, gli ha mai chiesto: tu c’entri qualcosa?”, lui risponde senza esitare: “Non ho bisogno di guardarlo negli occhi, perché quella mattina lui era a casa con me”. E devo dirvi: un po’ mi ha convinto.

  • A Marracash interessa “una critica al capitalismo, ai soldi”. E lo fa durante un’intervista per promuovere il documentario su se stesso, strategia che nel sistema capitalistico serve per vendere di più. A me ‘ste cose fanno impazzire. Volete criticare il capitalismo? Pensare di poterlo “fare dall’interno” è un’idiozia. E la barzelletta che vi raccontate per non ammettere di aver ceduto alle sirene del vostro più grande nemico. Capitalismo significa ricchezza che produce ricchezza: se non ti piace, devi solo uscirne. Infatti Marracash che fa? Confessa che a lui “avere i soldi piace” ma “non vuole accettarlo in pieno”. È la reazione che può avere chi riconosce sulla propria pelle la superiorità del capitalismo. Ma non può ammetterlo.

  • Dire che “il vero atto anticapitalistico è aiutare con la ricchezza il mondo che ti ha aiutato” è una scemenza. Tutti i grandi capitalisti, cioè le persone ricche, hanno una fondazione filantropica per lavarsi un po’ la coscienza. Non l’ha scoperto Marracash. La verità è che se vuoi “ridare” alla società una parte della ricchezza che hai incassato, il modo migliore è spendere, far girare l’economia o creare un’azienda che produca lavoro. Cioè reddito per altri.

  • Grazie Pedro, giocatore di altra categoria arrivato alla Lazio purtroppo nel momento sbagliato. Lacrimuccia.

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