"L'influenza che produce, che determina anche una preminenza nella vita internazionale, nasce non dallo scontro, dalle imposizioni, ma dal coinvolgimento, dal coinvolgimento anzitutto culturale e scientifico". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Direttivo della Commissione Fulbright-Commissione per gli Scambi culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti, presente l'ambasciatore degli Stati Uniti d'America in Italia, Tilman Joseph Fertitta.
"Fulbright - ha ricordato il Capo dello Stato - è una figura di straordinaria importanza nella storia dei rapporti internazionali, era un grande stratega di politica estera, non a caso è stato per molti anni presidente della commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti. Quello di immaginare, ideare, progettare, proporre e fare realizzare il programma è stata un'opera straordinaria, anche di capacità, di visione, di politica estera, comprendendo che la pace si consolida attraverso la conoscenza vicendevole che genera reciproco rispetto, reciproca ammirazione e quindi salda i rapporti e agevola la cooperazione internazional. Ed è la strada per la pace". "Credo che accanto a questo motivo, a questo obiettivo, Fulbright ne avesse un altro strettamente connesso a quello della pace da perseguire; quello di comprendere che realizzare una diffusa influenza, l'influenza che produce, che determina anche una preminenza nella vita internazionale, nasce non dallo scontro, dalle imposizioni, ma dal coinvolgimento, dal coinvolgimento anzitutto culturale e scientifico".
"E questo è stato -ha detto ancora il Presidente della Repubblica- un elemento che, accanto a quello della pace, strumentale a quello della pace, guardava all'equilibrio della vita internazionale. Questo tessuto di conoscenze, di impegni comuni, di ricerca, di studi tra migliaia e migliaia di giovani di talento, in questi decenni è stato un elemento di straordinaria importanza nelle relazioni internazionali, nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Italia. Lo è stato anche nell'equilibrio mondiale e nel ruolo dell’Occidente, nella vita internazionale ed è una condizione che dimostra quanto fosse lungimirante la visione di Fulbright nella vita internazionale e nella concezione delle relazioni che in essa sin si tessono e intercorrono". "Anche per questo è appena il caso di ricordare quanto questo abbia pesato, abbia avuto influenza largamente positiva anche per l'Italia dal 1948, da quando l'Italia ha iniziato a prendere parte al programma, con la quantità di numerosi giovani italiani che hanno utilizzato il programma. E di questi un numero altissimo ha ricoperto ruoli decisivi nella vita politica e istituzionale, nella cultura italiana, nell'economia italiana, nella società italiana e questo è stato un elemento ulteriore di condivisione di vita con gli Stati Uniti di valori comuni espressi, realizzati e riversati nei rapporti internazionali".
Durante l'incontro al Quirinale sono intervenuti la direttrice esecutiva della Commissione Fulbright, Paola Sartorio, e gli studenti Tyler Burden e Arturo Caputo. Oltre all'ambasciatore Fertitta era presente anche il presidente emerito della Corte costituzionale, Giuliano Amato.