Con il «Quoziente» nel bilancio 2010 le famiglie numerose saranno più tutelate

ALEMANNO È stato il sindaco a spiegare come verranno rimodulate le tariffe

Meno tasse per le famiglie numerose, ma solo quelle di coppie regolarmente sposate. «Già dal bilancio 2010 è prevista la rimodulazione delle tariffe in base al quoziente familiare», annuncia il sindaco Gianni Alemanno. Nella giunta del 16 marzo è stata già approvata una delibera quadro che fissa le prime basi di questa riforma. «Una delibera che ci permetterà di rimodulare tutti i servizi, le tariffe e le imposte comunali sul principio di far pagare meno tasse alle famiglie numerose e monoreddito», precisa Alemanno. Tagliate fuori le coppie di fatto. «Partiamo comunque dal presupposto del matrimonio - puntualizza il sindaco - non perché vogliamo fare discriminazioni, ma perché crediamo che il matrimonio sia la garanzia che questi siano nuclei familiari stabili. In questa operazione, molto onerosa per il Comune, scegliamo di privilegiare le coppie sposate».
Per Dario Rossin, capogruppo Pdl del Comune, si tratta di «un importantissimo passo avanti nelle politiche della famiglia, che tiene conto delle reali esigenze della società e delle congiunture economico-finanziarie attuali». «È necessario concentrarsi sul ruolo centrale della famiglia nella società e attivarsi perché possa esserle riconosciuto il giusto valore - sostiene Rossin - Il nucleo familiare è, infatti, il primo luogo di formazione dell’essere e come tale merita sostegno. È sulla famiglia che si deve concentrare l’impegno delle istituzioni perché, come ha giustamente osservato Alemanno, è nella famiglia che si forma la ricchezza o la povertà del singolo. Rimodulare le tariffe fiscali tenendo conto di queste realtà è un segnale non solo di lungimiranza, ma concreta osservazione della realtà che ci circonda, oltre a essere la risposta più adeguata alle esigenze dei cittadini». Anche Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio, accoglie positivamente il provvedimento sul quoziente familiare: «È sicuramente un fatto positivo che il sindaco si sia accorto dell’urgente necessità di introdurre una riforma fiscale locale incentrata sul quoziente familiare. Una delibera-quadro che pone solo le prime basi della riforma è però ben poca cosa rispetto al progetto organico che ho presentato il 1° marzo e che ha già avuto parere tecnico positivo da parte del dipartimento delle politiche educative e scolastiche e del dipartimento delle politiche sociali e della promozione della salute. Mi auguro che su un fatto così importante, almeno per una volta, si esca dalla solita logica mediatica e si capisca che un milione e mezzo di famiglie romane hanno la necessità di una riforma incisiva e portata a compimento in tempi brevi».
«Con l’avvio del quoziente familiare e la firma del protocollo d’intesa con il Comune di Parma, la città di Roma compie un passo fondamentale per un nuovo welfare impostato sulla sussidiarietà e sulla centralità della famiglia come soggetto attivo delle politiche sociali», afferma invece Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl. «Bene il sindaco sul quoziente familiare». Plaude Alemanno anche Patrizio Romano, presidente dell’associazione Far Famiglia: «Ha avuto coraggio perché la nostra città deve necessariamente fare da apripista per le politiche familiari che hanno a cuore non solo le esigenze economiche, ma anche la valorizzazione della persona nella sua interezza».

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