In Rai scoppia il caso Busi: rischia di non partire per l’Isola

Perplessità sulla "licenza di turpiloquio" pretesa dallo scrittore. Il
produttore Giorgio Gori assicura: rispetterà tutte le regole

Ecco fatto: la presenza di Aldo Busi all’Isola dei famosi ha creato già un bel guazzabuglio. Del resto, uno come lo scrittore viene assoldato proprio per creare un bel casino. E caos sia. Ieri a viale Mazzini, dopo aver visto le dichiarazioni dell’intellettuale al Corriere della sera e il dibattito scaturito anche su questo giornale, hanno voluto vederci chiaro. Le «intenzioni» sotto accusa sono quelle di concedere all’illustre e arroventato futuro naufrago licenza di offendere. Era stato lui stesso a rivelarlo al Corriere in un’intervista: «Ho preteso che venisse tolta la clausola che mi imponeva di non parlare in modo offensivo di politica e religione». La frase non è stata smentita dallo scrittore, ma i produttori del reality hanno provveduto a circostanziarla specificando che lo scrittore rispetterà tutti i codici e che in realtà sono state tolte dal contratto solo alcune parole ridondanti, in particolare un inciso in cui era citata la «morale pubblica». Sta di fatto che ieri in Rai il direttore generale Mauro Masi ha chiesto spiegazioni. Insomma il reality va in onda su un canale (Raidue) della televisione pubblica e non si può concedere a nessuno - in nome di nessuna ricerca di audience - libertà di dire quello che si ha voglia. Già in passato l’Isola era stata presa di mira per episodi non proprio encomiabili. Da quando poi a dirigere Raidue non c’è più il suo «protettore» e cioè Antonio Marano che l’ha voluta e varata, il reality è ancora più attaccabile. Comunque, all’interno dell’azienda ci si è chiesti se sia il caso di far partecipare un personaggio che, ancora prima di cominciare, rilascia dichiarazioni che non lasciano ben sperare. E sembra che si stia valutando, come riportava ieri il sito Dagospia, una diversa destinazione dello scrittore. Magari come opinionista in studio a Milano invece di naufrago sull’isola.

In ogni caso ieri il produttore del programma Giorgio Gori, responsabile della società Magnolia, ha cercato di mettere le pezze alle dichiarazioni di Busi e di assicurare che non avrà alcuna licenza diversa dagli altri concorrenti. Si starà a vedere, sempre che resti del novero dei concorrenti. Giorgio Gori, anche al nostro giornale, tramite una lettera, precisa che «il contratto che Aldo Busi ha firmato, pienamente consapevole del contesto in cui si troverà ad agire insieme agli altri partecipanti al programma di Raidue, prevede da parte sua, come per tutti gli altri partecipanti, l'impegno al pieno rispetto delle norme vigenti, ad un'espressione obiettiva delle proprie opinioni - nel rispetto del diritto di critica e di satira - nonché l'esplicito impegno ad evitare affermazioni o comportamenti che possano risultare offensivi o diffamatori nei confronti di chicchessia, e il rispetto tanto del Codice Tv e Minori quanto delle disposizioni del Codice Etico della Rai. Dal testo del contratto è stato espunto solo un inciso, in cui era citata la “morale pubblica”, vista la possibile opinabilità e la ridondanza del concetto, meglio espresso in altre parti del contratto sottoscritto dallo scrittore». «Nessuna “licenza di offendere” - continua Gori - dunque (né “di parolaccia, di bestemmia, di denigrazione”) ma ampia libertà di espressione, che Busi non mancherà di usare per confermare la sua intelligenza, anche nell'inusuale contesto dell'Isola, e il valore della sua personalità di artista e uomo di cultura». Insomma Busi non avrà il divieto di andare contro la «morale pubblica», che comunque è un concetto talmente ampio da comprendere un ampio raggio di opinioni. In ogni caso, se dovesse travalicare le regole, c’è sempre la squalifica. Strumento già usato in passato.

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