Rapallo, è scontro sulla nuova piscina

Giovanni Buzzatti

La lite sulla piscina di Rapallo rischia di arrivare in tribunale. Una lite che ha al centro il progetto per un nuovo impianto voluto dall’ex sindaco Armando Capurro e abbandonato dal suo successore, Mentore Campodonico. Che con la giunta di centrodestra ha un contro-piano.
Il «duello» si è combattuto con due conferenze stampa. Al mattino, al Vaillant Palace di Genova, la GGM ha ricordato i punti di forza del suo progetto preparato per Capurro. «La bozza d’accordo - spiega Divier Togni- prevedeva che il Comune ci versasse 215mila euro l’anno. Noi avremmo costruito l’opera a spese nostre, mantenendo in cambio la gestione per 30 anni. Il Comune sarebbe rimasto proprietario, sborsando meno dei 325mila euro l’anno che servono ora per gestione, manutenzioni e affitto di palestre». In termine tecnico di chiama project financing, «una scelta obbligata per i Comuni» secondo Capurro, presente all’incontro. «Vi aiuterò se farete causa per chiedere i danni al Comune» dice a Togni. Che è più prudente: «Abbiamo lavorato a lungo (spendendo 100mila euro) per questo progetto. Il nuovo sindaco l’ha rifiutato senza spiegare perché. Sto consultando dei legali per capire come tutelarmi. Se il Comune cambia idea, siamo anche pronti a rivedere l’accordo o a cedere la gestione purché si salvi il progetto».
Nel pomeriggio, la replica del sindaco Campodonico. Presente tutta la giunta per ribadire, spiega il sindaco, «ciò che avevamo già espresso in ben due consigli comunali: la piscina di San Pietro verrà interamente ristrutturata a spese del Comune». Niente preclusione verso il project financing, spiega l'assessore all'urbanistica Mario Fracchia. Ma è più vantaggioso fare da sè. «Se infatti col il project financing il Comune si accollava il 60% dei costi di un progetto faraonico versando 215mila euro all'anno rivalutabili annualmente in base all'inflazione, con la stessa cifra si possono chiedere alla Cassa Depositi e Prestiti 3,5 milioni (stavolta a tasso fisso), sufficienti per fare la copertura della vasca da 50 metri e un moderno centro sportivo», spiega l'assessore che aggiunge: «Col vantaggio che l'impianto rimane del Comune da subito e non tra 30 anni». Se poi, aggiunge il sindaco, il Comune troverà degli sponsor o dei contributi regionali, l'operazione sarà ancora più vantaggiosa. Quindi arrivano le critiche alla bozza di contratto presentata dalla GGM.

Come quella di una fideiussione che il Comune avrebbe dovuto firmare nei confronti del prestito che la società richiedeva all'istituto per il Credito sportivo. E ulteriori clausole vessatorie in merito alle tariffe di accesso all'impianto, o a taluni costi di gestione straordinaria. E sulle minacce di ricorso in tribunale? «Le valuteremo a tempo debito».

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