Regionali, la Lega vuole Giorgetti al Pirellone

Una parte del partito spinge perché sia il fidato delfino del Senatùr a
diventare l’«angelo custode» di Formigoni. Bossi vorrebbe il
sottosegretario Castelli in corsa per fare il sindaco di Lecco. Lunedì
vertice decisivo in via Bellerio

C’è chi lo invoca, chi lo teme, chi è convinto che sia l’unico leghista in grado di tener testa a Roberto Formigoni e di mettere il cappello verde sul Pirellone, prenotandolo per il prossimo giro elettorale. Giancarlo Giorgetti, il leghista varesino da sempre nel cuore di Umberto Bossi (e della sua famiglia), potrebbe essere il numero due ideale della giunta Formigoni quater. È un’ipotesi di cui si discute, in via Bellerio, per delineare una strategia di accerchiamento al trentesimo piano del grattacielo con vista Milano e oltre.
Giorgetti, segretario della Lega in Lombardia, nell’opinione di molti sarebbe l’unico lumbard libero da incarichi di governo in grado di fare da contrappeso a Formigoni. L’attuale presidente della Regione non ha mai lasciato grande spazio ai suoi numeri due, ma naturalmente la storia sarebbe molto diversa nel caso in cui il suo interlocutore fosse anche il responsabile del partito di Bossi in Lombardia, dotato di ascendente anche in temi che travalicano i confini della Regione, come testimonia l’incarico “pesante” di presidente della commissione Bilancio.
«Decide Bossi, quindi tutto è possibile fino all’ultimo momento» ricorda uno dei suoi fedelissimi. Un’altra ipotesi di vice con investitura bossiana è Marco Reguzzoni. Ma l’ex presidente della Provincia di Varese, eletto a Roma come deputato e attualmente vicepresidente del gruppo leghista alla Camera, potrebbe anche diventare titolare dell’incarico, nel caso in cui Roberto Cota sia eletto presidente della Regione Piemonte.
Tra i «papabili» l’attuale capodelegazione, Davide Boni. In passato si è parlato anche di Leonardo Carioni, ma il presidente della provincia di Como siede nel cda di Expo 2015 come rappresentante del ministero del Tesoro e nel cda di Pedemontana spa, è presidente di Sviluppo sistema Fiera e inoltre sembra poco probabile che la Lega mandi a elezioni anticipate la provincia di Como dopo averlo fatto già a Varese per trasferire a Roma Reguzzoni.
A Varese, terra di Giorgetti e di Reguzzoni, il Carroccio intende puntare su Luciana Ruffinelli, di Busto Arsizio, consigliere regionale e vicepresidente della commissione Affari istituzionali, da cui in molti si attendono un exploit di preferenze. Un buon candidato alla successione del presidente del consiglio regionale, Giulio De Capitani, nel caso in cui fosse destinato ad altro incarico.
Un’altra questione riguarda i destini di Roberto Castelli. Bossi avrebbe voluto che il sottosegretario alle Infrastrutture con delega all’Expo si candidasse a sindaco di Lecco, ma sembra che Castelli non sia particolarmente interessato a diventare primo cittadino della sua città natale, che potrebbe essere destinata a De Capitani, se si delineasse un accordo con il lecchese Formigoni.
È possibile che Renzo Bossi si candidi a Brescia. Glielo hanno chiesto le sezioni locali, che lo conoscono da tempo perché il rampollo del Senatùr ha molti amici sul lago e in val Camonica: a Ponte di Legno trascorre da sempre tutte le estati. È stato anche lui a chiedere al padre di non candidarlo nel listino, ma di metterlo alla prova con le preferenze. Lascerebbe così libero il posto a chi si ritrova a combattere in collegi iperaffollati. Ieri il consiglio nazionale della Lega, lunedì appuntamento con il federale.
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