Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 07:02
Retrogusto

Biondi-Santi si racconta con la letteratura

La storica azienda di Montalcino, che “inventò” il Brunello, per il quinto anno affianca al racconto enologico dei suoi vini quello delle persone che li fanno con un progetto che punta su podcast e audiolibri e, da quest’anno, sulla collaborazione con cinque scrittori della Scuola Holden di Torino, che hanno trascorso al Greppo alcuni giorni. Il tema dell’anno è “Generazioni”

Retrogusto

Biondi-Santi continua a raccontarsi, ma lo fa sempre meno attraverso le tradizionali schede di degustazione. Da cinque anni la storica azienda di Montalcino punta su podcast e audiolibri con La Voce di Biondi-Santi, progetto nato nel 2022 e arrivato alla quinta edizione. Per il 2026 la parola scelta è “Generazioni”, tema che richiama la storia della tenuta e accompagna l’uscita delle nuove annate.

L’idea è semplice: affiancare al racconto del vino quello delle persone. Nei podcast intervengono il CEO Giampiero Bertolini e il direttore tecnico Federico Radi, che spiegano le caratteristiche delle nuove etichette e il significato della parola chiave scelta ogni anno. Attorno a questo nucleo si sviluppa poi una parte letteraria affidata, di volta in volta, ad autori invitati a interpretare liberamente il tema.

La novità del 2026 è la collaborazione con la Scuola Holden di Torino. Cinque giovani scrittori under 30 hanno trascorso alcuni giorni al Greppo, tra vigneti e cantina, confrontandosi con chi lavora ogni giorno nella tenuta. Da quell’esperienza sono nati cinque racconti raccolti sotto il titolo I giovani Holden, disponibili in formato audiolibro sul sito dell’azienda, sulla piattaforma dedicata al progetto e attraverso il QR code presente sulle bottiglie di Brunello e Brunello Riserva.

La scelta della parola “Generazioni” richiama anche la storia di Biondi-Santi, dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi. Da Clemente Santi, che legò il proprio nome alla nascita del Brunello, fino alle generazioni successive della famiglia, la continuità rappresenta uno degli elementi distintivi della tenuta. Oggi questa tradizione si confronta con strumenti di comunicazione nuovi, mantenendo però al centro il vino e il territorio.

La presentazione del progetto coincide con l’arrivo delle nuove uscite. Il Rosso di Montalcino 2023 apre la gamma con un Sangiovese pensato per esprimere freschezza e immediatezza. Il Brunello di Montalcino 2020 nasce da un’annata considerata particolarmente equilibrata e propone un profilo classico, sostenuto da tannini fini e da una buona acidità. Sopra tutti si colloca il Brunello Riserva 2019, quarantaquattresima edizione della Riserva, che Federico Radi indica come una delle migliori vendemmie della sua esperienza.

Accanto alle nuove annate torna anche La Storica, l’appuntamento con cui Biondi-Santi rimette in commercio una Riserva conservata nel caveau aziendale. Quest’anno la scelta è caduta sulla vendemmia 1983, proposta in quantità limitate e destinata soprattutto agli appassionati e ai collezionisti.

Il progetto La Voce di Biondi-Santi era nato nel 2022 con la parola “Equilibrio”. Negli anni sono seguite “Meraviglia”, “Rispetto” ed “Eleganza”, affidate a firme come Elena Dallorso, Gianni Farinetti e Joanne Harris. L’edizione 2026 introduce per la prima volta una raccolta di racconti firmata da cinque giovani autori, confermando la volontà dell’azienda di affiancare alla promozione dei propri vini un percorso culturale che utilizza il racconto come strumento di divulgazione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.