Prima di tutto, il territorio. Poi il vino. È questa la chiave di lettura di Trentodoc in Cantina, l’appuntamento diffuso che dal 25 al 27 settembre accompagnerà il pubblico all’interno del Trentodoc Festival, aprendo le porte delle case spumantistiche dove nasce il metodo classico trentino. Un fine settimana che mette al centro il rapporto tra le bollicine di montagna e il loro ambiente d’origine attraverso visite, degustazioni ed esperienze pensate sia per gli appassionati sia per chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo mondo.
Il programma prevede 125 appuntamenti distribuiti nelle cantine aderenti all’Istituto Trentodoc. Tra sale di fermentazione, caveau, gallerie di affinamento e vigneti di montagna, i visitatori potranno seguire percorsi guidati, incontrare produttori ed enologi, assistere alle tradizionali sboccature à la volée e approfondire le diverse fasi della produzione. Non mancheranno occasioni per sperimentare direttamente alcune lavorazioni, come la personalizzazione della liqueur d’expédition e del confezionamento finale della bottiglia, oppure visite dedicate ai luoghi simbolo della viticoltura trentina, dai terrazzamenti della Valle di Cembra ai vigneti di Mezzocorona.
Uno dei temi centrali dell’edizione 2026 sarà iltempo, elemento fondamentale nella produzione del Trentodoc. Diverse cantine proporranno degustazioni dedicate ai lunghi affinamenti sui lieviti e alle vecchie annate, offrendo la possibilità di confrontare millesimi storici, riserve di famiglia e bottiglie da collezione. In questo filone si inseriscono anche alcune cene speciali che abbineranno menu di alta cucina a selezioni di etichette particolarmente longeve.
Ampio spazio sarà riservato anche agli abbinamenti gastronomici, con proposte che valorizzano i prodotti del territorio. Formaggi di malga, salumi, piatti della tradizione trentina, specialità di pesce e perfino la pizza contemporanea diventeranno compagni di degustazione delle bollicine di montagna. In alcune cantine saranno organizzati pranzi e cene, mentre in altre il programma prevede aperitivi, menu dedicati o percorsi realizzati in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Agrario della Fondazione Edmund Mach.
L’esperienza andrà oltre il calice. I vigneti si trasformeranno in spazi per colazioni, brunch, picnic e aperitivi al tramonto, mentre il programma outdoor comprenderà trekking tra i filari, passeggiate guidate, escursioni in e-bike e visite dedicate alla storia e all’architettura del territorio. Un modo per raccontare il paesaggio che contribuisce all’identità del Trentodoc e rafforzare il legame tra vino, ambiente e turismo.
Non mancheranno le proposte più originali. La memoria olfattiva sarà protagonista di un laboratorio dedicato al riconoscimento degli aromi delle bollicine di montagna, mentre alcune cantine sperimenteranno il dialogo tra musica e degustazione con i cosiddetti sound sommelier, chiamati ad abbinare specifiche selezioni sonore ai diversi Trentodoc. Altre iniziative alterneranno degustazioni, musica dal vivo e momenti di convivialità, fino alla cena con delitto “Salim in Giallo”, tra gli appuntamenti più insoliti del weekend.
Per tutta la durata della manifestazione le case spumantistiche associate accoglieranno i visitatori con aperture straordinarie e programmi dedicati.
Informazioni, prenotazioni e calendario completo sono disponibili sul sito del festival e sull’App Trentodoc, che raccoglie anche le schede tecniche delle etichette e suggerisce itinerari capaci di integrare la visita in cantina con escursioni naturalistiche, tappe culturali e proposte enogastronomiche sul territorio. Il risultato è un festival che punta a raccontare il Trentodoc non solo come vino, ma come espressione di un’intera area di montagna e della sua cultura.
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