Il retroscena Guerra sui programmi? Berlusconi lavora al suo

RomaIl giorno dopo lo speciale Porta a Porta sul terremoto, anche a Palazzo Chigi tiene banco la querelle sui dati Auditel del talk show di Bruno Vespa. D’altra parte, sin dalla prima mattina l’opposizione cavalca quello share del 13,5% per dire che «il Cavaliere ha fatto flop», scatenando una guerra di dichiarazioni che va avanti fino a sera.
Sulle prime, Silvio Berlusconi vorrebbe lasciar perdere, preso dal dossier economico che sarà materia della cena di questa sera a Bruxelles e poi del G20 di Pittsburgh la prossima settimana, e impegnato prima in un lungo faccia a faccia con il premier della Romania Emil Boc e poi in un incontro con la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Oltre che, racconta chi lo ha visto ieri, «concentrato sul piano carceri e sul progetto delle nuove case per i giovani». Per quanto riguarda il vis-a-vis con Gianfranco Fini, invece, ieri le diplomazie hanno preferito far decantare le cose e, pur dando per scontato un incontro nelle prossime settimane, le due agende continuano a restare vuote.
Sulle prime, dunque, sono soprattutto gli uomini dell’entourage del premier ad analizzare i dati dell’Auditel e cercare di valutare quanto davvero sia deludente quel 13,5%. L’attesa, infatti, era sicuramente per un risultato diverso, cosa che si capisce chiaramente quando tra Rai, redazione di Porta a Porta e direzione generale di Viale Mazzini inizia un sotterraneo rimpallo di responsabilità sulla scelta di andare in onda contemporaneamente alle partite di Champions league di Milan e Juventus (squadre che di tifosi non contano pochini).
La pratica, dunque, non può non arrivare sul tavolo di Berlusconi. Che chiama al telefono per un consulto anche Alessandra Ghisleri, da anni sondaggista di fiducia del premier. Ed è lei a guardare al cosiddetto «bicchiere mezzo pieno», visto che - seppure sotto le attese - gli ascolti di Berlusconi vengono considerati a Palazzo Grazioli «un ottimo risultato». In primo luogo, perché lo scorso anno lo share medio di Porta a Porta era intorno al 14-15% e dunque il 13,5 non può essere considerato una tragedia. Eppoi perché andando in onda in prima serata il numero di televisori accesi è molto più alto, tanto che gli spettatori sono stati oltre tre milioni e 200mila. Per capirci, la puntata prima del voto amministrativo ed europeo di giugno - in seconda serata - fu seguita da circa un milione e mezzo di persone. Insomma, è il ragionamento di Berlusconi, come al solito non solo la sinistra esagera ma cade anche nel ridicolo. Già, perché - spiega il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, «prima urlano sostenendo che il premier avrebbe monopolizzato l’audience e poi esultano dicendo che gli è andata male». Insomma, fanno sapere da Palazzo Grazioli, «se la suonano e se la cantano».
Detto questo, che Berlusconi preferisse inizialmente una trasmissione esclusivamente dedicata al terremoto e magari registrata ad Onna non è una novità. Il motto dei giorni scorsi, infatti, era di concentrarsi sulle cose fatte nella convinzione che agli italiani interessi poco il cosiddetto «teatrino della politica». Poi le cose sono cambiate. E si è deciso per una puntata a 360 gradi che quindi non poteva essere registrata ad Onna ma doveva tenersi in studio a via Teulada. Di qui la prima serata e - viste anche le due partite di Champions league e il successo della fiction di Canale 5 L’onore e il rispetto - quell’Auditel fermo al 13,5. Un risultato che, nonostante il cosiddetto «bicchiere mezzo pieno», certo il Cavaliere non ha gradito.
Parlare di «flop», fanno sapere però durante tutta la giornata da Palazzo Chigi, «è surreale». E a sera è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti a cercare di chiudere la querelle. «Alla sinistra - dice il portavoce del premier - ricordo i 16 milioni di contatti. Se sembrano pochi...». E ancora: «La sinistra parla sempre di flop e poi si accorge di quanto questi flop fanno male al momento delle elezioni».

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