Gli ori, gli stucchi e i quadri di battaglie di Palazzo Cusani, a Brera, sede del comando militare dell'Esercito in Lombardia. E lì, nelle sale, le opere di ragazzi che la loro battaglia personale la combattono ogni giorno all'Istituto dei Tumori. Ieri pomeriggio la presentazione della mostra "Autori di Bellezza" ha raccontato come il percorso di sofferenza all'interno dell'ospedale di via Venezian possa essere accompagnato dalla luce che viene dall'incontro con l'arte: "portare queste opere fuori dal contesto in cui sono nate - spiegano le curatrici - significa testimoniare che il luogo di cura può diventare anche luogo di produzione culturale. Che il caos può trasformarsi in gioco. Che la fragilità non esclude la forza creativa".Il progetto è stato promosso dalla associazione "Insieme per Fily" ed è stato ideato da Alchemilla
Dopo la presentazione di ieri a Palazzo Cusani la mostra andrà in trasferta in altre città: sono sessantaquattro opere che "Autori di bellezza" ha portato i giovani pazienti a realizzare rielaborando con la loro sensibilità alcuni lavori di Vasilj Kandinski, cercando un loro spazio nel caos apparente dell'artista russo. L'attività è nata l'anno scorso all'interno della Struttura complessa di oncologia pediatrica dell'Istituto dove vengono curate le patologie dalla fase neonatale a quella dei giovani adulti. All'interno della struttura opera da anni una sezione di "Scuola in Ospedale" ,distaccamento del vicino Istituto comprensivo Antonio Scarpa di via Clericetti, che funziona con orari flessibili in grado di adattarsi ai tempi dell'ospedale, per affiancare i pazienti sia nei ricoveri per gli interventi che per i cicli di radio e chemioterapia.
Obiettivo, permettere ai bambini e ai ragazzi di non spezzare il percorso scolastico nel corso di esperienze ospedaliere che possono protrarsi anche a lungo, ma anche di vivere un'esperienza di arricchimento: in ospedale è nata una sorta di atelier, "uno spazio - spiegano ancora le curatrici - di ascolto e fiducia in cui ogni partecipante ha potuto esprimere la propria unicità".