È ripartito «Amici» Non solo pop e danza, c’è anche la lirica

Roma Via, si parte subito con una novità: la nona edizione di Amici (ieri il debutto su Canale 5 alle 14) ha aperto le porte alla lirica, mica solo al pop e alla danza. Il primo scolaro è Matteo Macchioni e Maria De Filippi l’ha preso al volo perché davvero potrebbe diventare una sorpresa: ha una voce duttile, molto potente e, se si saprà inclinare al pop, anche un grande futuro. Con lui sono entrati nella scuola anche gli altri allievi, tutti emozionati come bambini (una parte delle ammissioni è stata annunciata in diretta, l’altra sarà trasmessa nella puntata di lunedì). Senz’altro, il livello medio è decisamente alto e molto eterogeneo: i cantanti sono quasi tutti assai personali e in crescita, i ballerini hanno le physique du rôle, la miscela è quella di uno spettacolo che fa un altro passo verso la qualità. Lo dimostra la presenza in studio di tutti i principali discografici (Rudy Zerbi della Sony, Marco Alboni della Emi, Massimo Giuliano della Warner, Alessandro Massara della Universal e Stefano Senardi della Sugar) che parteciperanno a tutte le puntate in modo da creare un filo diretto con gli allievi: autentica garanzia per chi qui si gioca non solo la vittoria ma anche il futuro nel mondo musicale. Poi c’è la giuria, che non ha ancora innescato quella lenta carburazione polemica che talvolta l’ha fatta trascendere nel chiacchiericcio sterile. Tra l’altro, c’è l’implacabile Alessandra Celentano ma manca Luca Jurman (non ha dato la disponibilità necessaria) e ci sono tre nuovi ingressi: il maestro di canto Loretta Martinez, il direttore artistico del San Carlo di Napoli, Giorgio Carbone, e il produttore Charlie Rapino, uno che ha la verve controcorrente e un’esperienza internazionale mica da ridere. E, c’è da scommetterci, ne combinerà delle belle.

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