"Ho imparato a essere più sereno, forse perché mi giudico meno severamente. Non ho riti propiziatori né antidoti all'ansia per Sanremo. Ci vado e basta". Raf torna dopo undici anni (era il 2015, col brano Come una favola) al Festival, il suo quinto in carriera, e forse non sarà perfettamente zen, ma ci si avvicina. La canzone che porta in gara, Ora e per sempre, nasce da un input esterno ma non troppo: "Mio figlio Samuele aveva uno spunto, è venuto da me per lavorarci. Mi sono messo al piano ed entro sera avevamo la musica. Il testo è nato dal titolo: cercavo appigli, da un cassetto mi finisce in mano un foglio di quaderno con una frase scritta a macchina: era la classica promessa di matrimonio, scritta in spagnolo. I ricordi mi hanno portato a Cuba dove io e mia moglie ci sposammo nel 1996. C'era quella formula: finché morte non vi separi. A me sembrava cupa, cercavo un'idea al di là del tempo. Nella mia mente l'ho cambiata in Ora e per Sempre". Una storia d'amore, "un po' alla Gino Paoli": "Parlo di due ragazzi che si sono conosciuti sul finire degli anni '80, in un mondo diversissimo da quello attuale". Ma restano insieme. E se c'è una canzone che sale, con la determinazione di un salmone, contro la corrente del tempo attuale immolato alla volubilità e all'ansia generata dai potenti ("Viviamo un mondo in cui la verità è nascosta in milioni di voci"), è proprio questa: "Sono un uomo fortunato spiega Raf ho incontrato la persona con cui condividere tutto. La soluzione dell'amore è restare e non scappare, di fronte alle cicatrici del tempo e degli errori e ai problemi di salute".
Nella serata delle cover, Raf porterà, in duetto con The Kolors, il brano The Riddle di Nik Kershaw, icona pop degli anni '80: "The Kolors sembrano teletrasportati dagli anni '80 sorride . E poi Stash sa cantare bene in inglese.
Sarà una cover molto riconoscibile, con un tocco di reggaeton e che parte con una marcia". Nel futuro di Raf, studio e live: "Dopo Sanremo devo realizzare il mio nuovo album di inediti. In estate, diverse date negli anfiteatri e dei festival. E poi, in autunno, i palazzetti".