Il no alla moschea viaggia su internet. Anzi, su Facebook. Si è infatti formato sulla più popolare «community» in rete, il gruppo «Impediamo la costruzione della moschea a Granarolo da parte del nostro sindaco». Il primo «comunicato» è lannuncio della petizione in corso a Granarolo e al Lagaccio contro la costruzione della moschea, sostenuta in prima persona dallassessore del municipio centro-est Milena Pizzolo.
Il gruppo di protesta online in pochi minuti ha raggiunto centinaia e centinaia di iscritti, continua a crescere a dismisura e continua a ricevere decine di messaggi di protesta da ogni parte di Genova. Ad iscriversi e protestare non sono solo gli abitanti del Lagaccio, che lamentano la mancanza di parcheggi, marciapiedi e degrado di tutto il quartiere, ma anche tanta gente di altre zone che si lamentano del Comune e in particolar modo di Marta Vincenzi la quale, stando ai messaggi che giungono dai membri di questo gruppo, la decisione del sindaco sarebbe solo propagandistica e volta a raccogliere i voti dagli islamici. Proprio questo il motivo per cui sono partite una serie di iniziative online quali petizioni, raccolta di firme e anche qualcuno che promette di organizzare le barricate.
Questi alcuni commenti che si leggono sul sito. Simona B., «Il Masoero di Genova è in uno stato di degrado e abbandono e quella la, anzi che pensare a dare un tetto a chi vive in mezzo alla strada, pensa al minareto e alla moschea. Ragazzi, non se ne può proprio più», Irene B., «perché non aggiusti la strada che è rotta e stretta e costruisci i parcheggi invece di fare la finta benefattrice?», Davide T.
La rivolta si moltiplica anche su Facebook
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