Roma grida no a ogni violenza

Tante luci accese, tante bandiere, poche di partito, solo quelle di Sinistra e Libertà, che ha deciso di ignorare l’appello fatto dalle istituzioni all’imparzialità politica. È partita qualche minuto dopo le 19 di ieri da piazza Santi Apostoli per concludersi al Colosseo la marcia «bipartisan» contro l’intolleranza. Una manifestazione che ha visto in piazza amministratori locali e non solo (in testa il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Regione Piero Marrazzo, il presidente della Commissione europea Antonio Tajani, Renata Polverini dell’Ugl, Dario Franceschini, segretario del Pd e Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma) e decine di migliaia di persone - 30mila per gli organizzatori - ansiose di urlare la loro condanna degli episodi di violenza degli ultimi giorni e delle ultime settimane e di mostrare un altro volto della città. «Questa fiaccolata è una manifestazione molto importante - ha detto il sindaco Gianni Alemanno alla partenza del corteo -. È il tentativo chiaro e forte del 99 per cento della città di dire no a ogni forma di intolleranza, violenza, discriminazione. La stragrande maggioranza dei romani al di là del colore politico e degli orientamenti culturali e religiosi rifiuta la violenza, e con questa manifestazione lo dimostra molto semplicemente insieme alle istituzioni e senza pregiudizi». «È una serata importante in cui le istituzioni hanno respinto compatte la cultura dell’odio e della violenza», dice il coordinatore romano del Pdl Gianni Sammarco.
Inevitabile l’esclusione degli attivisti di Casapound, che avevano annunciato la loro partecipazione alla fiaccolata. «Se ci saranno loro non ci saremo noi», aveva detto il presidente dell’Associazione partigiani Massimo Rendina. «Le istituzioni che hanno promosso questo appello intendono respingere fermamente ogni forma di ambiguità e ogni tentativo di provocazione da qualsiasi parte essi provengano», avevano detto in coro i presidenti di Provincia e Regione Nicola Zingaretti e Piero Marrazzo e il sindaco Gianni Alemanno. «Penso che la loro presenza non sia opportuna e li invito a non partecipare alla manifestazione così da evitare qualsiasi interpretazione sbagliata che possa portare a momenti di tensione», aveva ribadito il solo Alemanno. Messaggio ricevuto, Casapound ha rinunciato: «Che stiano tranquilli gli intolleranti organizzatori di una manifestazione contro l’intolleranza. Siamo amareggiati», la resa del presidente di Casapound Italia Gianluca Iannone. Che aggiunge: «Semplicemente condividiamo la natura della manifestazione. Poi ci hanno detto che la nostra presenza sarebbe stata provocatoria. Ci sentiamo discriminati, come se fossimo noi i mandanti delle aggressioni. Ci fa piacere che alcune comunità omosessuali stiano prendendo le distanze da chi non ci ha voluto».