Continua lo spettacolo dellassurdo messo in scena dagli «occupanti» del teatro Valle. «Siamo entrati per un buon motivo e ne usciremo solo per un buon motivo»: è questo il mantra degli artisti che da più di 2 mesi presidiano il teatro romano dicendo che vogliono rimanga una struttura pubblica. Per il 30 settembre stanno preparando unAssemblea costituente sullo stato della cultura in Italia. Già il 4 settembre, una delegazione andrà al Festival del cinema di Venezia. Porteranno un video autoprodotto, dal leggiadro titolo «una riflessione-provocazione sullo stato del cinema in Italia». E liniziativa non è piaciuta a Francesco Giro sottosegretario del Mibac: «Vorrei sapere dal presidente della Biennale, Paolo Baratta e dal direttore della Mostra del cinema Marco Muller se hanno qualcosa da dire sullinvito...». Quanto allAssemblea è passata dal volere discutere il futuro del teatro alla protesta globale. «Vogliamo spostare il ragionamento da Roma a tutto il Paese». E intanto a portare solidarietà ai resistenti è passato tutto il vippume attoriale disponibile: Elio Germano, Nanni Moretti, Silvio Orlando, Toni Servillo, Fabrizio Gifuni, Anna Bonaiuto, Ascanio Celestini, Sabina Guzzanti, Jovanotti... Ha detto la sua persino Massimo Ranieri.
Peccato però che i coraggiosi occupanti non si siano accorti di alcuni dettagli. «Non è ancora chiaro a tutti che, per il Teatro Valle, Roma ha siglato un protocollo con il Ministero, ne ha affidato la gestione 2011-2012 a una struttura pubblica... siamo è pronti a far partire la programmazione avendo cancellato il rischio di chiusura». Parola dellassessore capitolino alle Politiche Culturali, Dino Gasperini. Insomma: «La stagione è già pagata con risorse pubbliche della città che mette a disposizione del Valle 1 milione e 300mila euro. Lunico rischio, a questo punto, è che chi occupa impedisca lo svolgersi della stagione... è fondamentale ribadire che lobiettivo che ci si era posti, lo abbiamo ottenuto e sarebbe paradossale non renderlo effettivo. Rischiano di manifestare contro se stessi». Ma forse in realtà da bravi attori stanno solo cercando di sfruttare il palcoscenico su cui sono saliti. Che non è solo quello del Valle...