Furbetti e taxi abusivi: l'inferno per i turisti che arrivano a Fiumicino

I viaggiatori che atterrano all'aeroporto di Fiumicino ed escono dal Terminal 3 vengono subito presi d'assalto da tassisti che cercano di accaparrarsi i clienti e di gonfiare il prezzo delle corse per arrivare in città

Furbetti e taxi abusivi: l'inferno per i turisti che arrivano a Fiumicino

I turisti e i viaggiatori che atterrano all’aeroporto di Fiumicino ed escono dal Terminal 3 degli arrivi vengono assaliti da tassisti e abusivi che cercano di accaparrarsi i clienti. A qualsiasi ora del giorno la situazione non cambia. La sera, dalle 20.30 alle 23.30, è anche peggio. Per prima cosa viene fatta la solita domanda: “Chi deve andare a Roma?”. In base alla risposta i viaggiatori vengono smistati. Coloro che hanno da intraprendere un tragitto breve vengono lasciati per ultimi, o addirittura mandati al Terminal 1, a circa 500 metri di distanza, per cercare una vettura. I tassisti si litigano i clienti ancor prima che questi si avvicinino alle auto ferme.

Battute e trucchetti

Come riportato da Il Tempo, qualcuno fa anche battute sessiste di cattivo gusto, come un autista che, parlando di una turista bionda, ha detto: “Questa pure a casa me la porto” e “paga in natura”. In fila c’è anche una coppia di indiani che cerca di trattare sul prezzo proposto dall’autista. In teoria le tariffe sarebbero fisse per coloro che devono raggiungere una via che è posizionata all'interno delle Mura Aureliane: 50 euro, che salgono a 60 se il taxi ha la licenza del comune di Fiumicino. Ci sono poi alcuni titolari delle vetture che tentano di proporre ai clienti il tassametro invece della tariffa fissa, affermando: “Così non ci rimette nessuno”. E invece in questo caso ci rimetterebbero i poveri malcapitati, che rischiano di pagare anche più del doppio.

C’è anche chi propone dei tour panoramici in giro per Roma, soprattutto se i turisti sono orientali e sembrano benestanti, in cambio di tariffe più sostanziose. Se non raggiungono il loro scopo, gli autisti dicono che il Pos non funziona e passano a un altro cliente. Alcuni colleghi però non sono d’accordo con questo modo di fare: “Alcuni con questi trucchetti incassano annualmente 120/150mila euro dichiarandone 20mila. Il loro problema è quello di non far entrare soldi nel conto corrente; per questo evitano di prendere le corse economiche: se incassano con il Pos devono fare necessariamente la ricevuta fiscale, e non possono mantenere la dichiarazione dei redditi tra 15 e 20mila euro”, ha spiegato un tassista.

Tariffe diverse e controlli quotidiani

Daniela Carola, comandante dei vigili del Comune di Fiumicino, ha fatto sapere che questi comportamenti ci sono fin da quando esiste l'aeroporto, e che una volta si potevano sequestrare i mezzi, mentre adesso ci sarebbe bisogno di avere normative più stringenti. Claudio Fagotti, rappresentante del sindacato AdiTaxi, ha spiegato che “nell'ambito aeroportuale c'è una confusione totale, ci sono 35 auto di Fiumicino che vanno autonomamente al prezzo di 60 euro, mentre per i ‘romani’ la tariffa è 50”. Alessandro Onorato, assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport del Comune di Roma, ha detto di essere riuscito a portare alla luce il problema e che, dopo più di 6 anni, finalmente sono ripartiti i controlli da parte del Git della Polizia di Roma Capitale contro questo fenomeno. In seguito alla richiesta di convocazione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza su questo tema, la polizia municipale ha ripreso con successo il servizio quotidiano di controllo e repressione contro i procacciatori di corse. Sul tavolo c’è anche l’idea di introdurre degli steward per effettuare i controlli e un Daspo per contrastare i comportamenti di questo tipo.

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