Roma, Uber lancia il bike sharing: ma le bici sono già nel mirino dei vandali

La denuncia dei ciclisti: "Le Uber Jump? Dopo ventiquattr'ore dalla presentazione sono state rovesciate sull'asfalto"

Dopo il disastro di OBike adesso è Uber a lanciare la sfida del bike sharing nella Capitale, con le 700 bici elettriche a pedalata assistita messe a disposizione dei romani nei giorni scorsi.

Le biciclette rosse con tecnologia “lock to” e sistema Gps, che dovrebbero renderle più sicure e a prova di vandali, sono arrivate lunedì nelle strade del centro di Roma, nel quartiere Coppedè, al Fleming, a Monteverde e all’Eur. Proprio la Città Eterna "è stata scelta per l'avvio in Italia del servizio di uno dei maggiori operatori di sharing al mondo”, ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presentando le Uber Jump ai Fori imperiali, assieme all'assessore ai Trasporti, Pietro Calabrese e al general manager Michele Biggi.

Per l’amministrazione l’accordo con il colosso americano è un altro passo verso la sostenibilità. Le bici, infatti, potrebbero diventare quasi 3mila in poche settimane per assicurare, ha detto la prima cittadina, “un servizio di bike-sharing moderno che va di pari passo con il rispetto del decoro urbano e la sicurezza dei mezzi”. “La geolocalizzazione, infatti, permetterà di monitorare le bici in tempo reale", spiega la Raggi. Ma a nemmeno 24 ore dalla presentazione in piazza della Bocca della Verità una schiera di biciclette erano già finite a terra, accartocciate l’una sull’altra.

A denunciarlo in un post la pagina Facebook del movimento Bici Roma, che promuove la mobilità sostenibile e la realizzazione di servizi per i ciclisti nei centri urbani. “Purtroppo già ieri sera vicino Bocca della Verità questo era lo scenario”, denunciano gli attivisti sui social. “Ci auguriamo sistema funzioni e che chi lo danneggia sia punito severamente”, si augurano gli amanti delle pedalate, che osservano come quello delle “stazioni fisse” sia “il metodo più sicuro e forse più adatto” alla realtà romana.

Nei mesi scorsi l’esperimento delle Obike lanciato da una società di Singapore era letteralmente naufragato, con le bici a noleggio smembrate e abbandonate nei posti più disparati della Capitale, comprese le acque del fiume Tevere.

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