Silenzio elettorale? Macché. Cartelli pro Gualtieri nella piazza della Cgil

Più di un cartello col nome dell'ex ministro è stato esposto dai manifestanti presenti al corteo della Cgil

Silenzio elettorale? Macché. Cartelli pro Gualtieri nella piazza della Cgil

La manifestazione antifascista inscenata dalla Cgil in una giornata che, vista la vigilia del ballottaggio, si sarebbe dovuta contraddistinguere per un totale silenzio elettorale, è stata invece anche un'occasione per fare propaganda a favore del candidato del centrosinistra Roberto Gualtieri.

La legge è uguale per tutti, almeno all'occorrenza. Dipende, ovviamente, da chi la viola. Come ampiamente documentato dalle foto girate sul web, tra i partecipanti alla manifestazione indetta dalla Cgil, qualcuno era dotato del cartello promozionale per supportare l'elezione a primo di cittadino dell'ex ministro del Partito democratico. Non un caso isolato tra l'altro, testimonia anche "Il Tempo", ma più di un esempio di propaganda elettorale nel giorno in cui nessuno avrebbe dovuto parlare od ostentare alcun riferimento al voto di ballottaggio.

Ciò che più fa rumore è il silenzio assordante che è calato su questa vicenda. Nel corteo del sindacato, che si sarebbe dovuto risentire per il fatto che qualcuno dei partecipanti stesse approfittando della visibilità con lo scopo di esprimere a fotografi e telecamere la propria preferenza elettorale per il candidato dem, nessuno ha mosso un dito per allontanare tali individui o per evitare che i cartelli fossero esposti. Chissà cosa sarebbe accaduto se invece del nome di Roberto Gualtieri, anche lui tranquillamente presente in piazza e sorridente a favore delle telecamere, fosse stato esposto dai partecipanti un qualunque riferimento ad Enrico Michetti.

Il problema nasce a monte, dato che sarebbe stato decisamente più oppurtuno non concedere la possibilità di manifestare proprio il giorno prima delle consultazioni elettorali. Guai a farlo però notare al Landini furioso, ancora con le lacrime agli occhi per il cosiddetto assalto alla sede della Cgil. Ogni occasione è buona per resuscitare i fantasmi fascisti, meglio ancora se, strizzando un'occhiolino al centrosinistra, si concede un po' di visibilità non prevista, ed aldilà della legge visto il cosiddetto "silenzio elettorale", al suo candidato.

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