Le ronde Il sindaco adesso ci crede: «Ma quel nome è un dispregiativo»

L’aiuto dei volontari consentirà alle forze di polizia di occuparsi di cose ben più serie

Le ronde Il sindaco adesso ci crede: «Ma quel nome è un dispregiativo»

Ospite della trasmissione «Uno mattina» versione estiva, il sindaco Alemanno è tornato a parlare di ronde. Pardon, di associazioni di volontariato civile tra cittadini non armati. Come recita in materia l’apposito decreto del Governo firmato dal ministro Maroni. Perché il termine ronde è un termine dispregiativo «inventato dalla sinistra», sottolinea Alemanno, che ha poco a che vedere con la realtà che prenderà corpo a breve nella Capitale. Trattasi, semmai, di «un esperimento di cittadinanza attiva», da svolgersi in collaborazione con le forze di polizia per garantire la sicurezza. «Senza armi - ribadisce il sindaco - e senza interventi diretti». Solo occhi (vigili), fratino e cellulare. Un modo di «coinvolgere il cittadino nel controllo del territorio» scongiurando in lui «ogni tentazione di giustizia fai-da-te».
Una manna per le forze dell’ordine questi «osservatori volontari», in proposito Alemanno non ha dubbi. Altro che umiliazione: «La loro presenza permetterà alla polizia di dedicarsi agli aspetti più qualificanti della loro attività, a incominciare dal servizio di intelligence, di indagine e d’intervento sulle forme di criminalità più gravi». Il che solleverà gli agenti dal «ruolo paralizzante del piantone», ha insistito il sindaco. Che poi ha aggiunto: «A Roma cercheremo di abbinare al volontariato di osservazione del territorio il volontariato sociale, in modo che sia chiaro a tutti che nessuno deve fare lo sceriffo». A beneficiare della novità saranno a suo avviso sopratutto le aree periferiche, «tipo quelle dove per intenderci operava lo stupratore seriale», zone in cui «è mille volte meglio avere persone che girano con una torcia o con un telefonino» anziché abbandonarle al loro destino.
Quanto alle ronde anti-ronde, anche dette le ronde dell’illegalità, i «Doughboys» insomma, a favore del disturbo della quiete pubblica, della pirateria e degli spinelli, in azione questo week-end nella Capitale, Alemanno non si scompone più di tanto e liquida l’argomento in un mezzo secondo: «Ognuno si diverte come può, tutto fa folklore». Nel frattempo, il Codici qualche perplessità sulle ronde vere e proprie lo ha manifestato: «Possono fare parte delle ronde anche i ragazzi di 18 anni - ha detto il segretario nazionale dell’associazione - mentre il capo ronda dovrebbe avere 25 anni ed è facile che inconsapevolezza e incoscienza, che spesso caratterizzano queste fasce di età, possano provocare disordini e disagi all’ordine pubblico».

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