nostro inviato a Sanremo
Prendete ad esempio Sal Da Vinci. Ha 57 anni, viene da un'altra epoca eppure l'altro pomeriggio all'Ariston, durante le prove del Festival, si è preso l'ovazione di tutti perché è in gara con un brano che si prenderà di tutto, applausi e ironie, ma che è la foto di un'Italia tradizionale spesso sbertucciata dal radical scicchismo di tanti media. Per sempre sì. "È volutamente e sfacciatamente un messaggio perché non sento le nuove generazioni parlare tanto di famiglia, gli amori si mantengono perché resisti, tanto per dire mia nonna ha atteso nove anni prima che tornasse suo marito". Sal Da Vinci si chiama in realtà Salvatore Michael Sorrentino figlio di Alfonso, nato a New York nel 1969 perché "papà era in tour con Luciano Tajoli e Claudio Villa e mia mamma l'ha voluto raggiungere quando era al settimo mese". È italoamericano ma il cuore è di Napoli e il profilo è quello di uno scugnizzo che non molla mai. "A sette anni ho visto il palco con papà in Miracolo 'e Natale, la canzone insieme e poi la commedia in tour per 7 o 8 anni, tre spettacoli al giorno, ho visto la cazzimma ma anche le cattiverie gratuite. Da allora non sono più sceso dal palco". Sal Da Vinci "faceva" i matrimoni, le comunioni, le sceneggiate come Caro papà e Senza mamma e senza padre, i film tipo Napoli storia d'amore e di vendetta di Mario Bianchi. Aveva 11 anni e aveva già fatto di tutto in quel mondo parallelo che è la canzone napoletana. "Sono neomelodico? Sì. Un mondo che mette insieme la tradizione e la post modernità. C'è chi disprezza il genere? Ho scritto per Ornella Vanoni e Renato Zero, sono stato in tour con il maestro Roberto De Simone, difficile sottovalutare personaggi così".
Sal Da Vinci le ha viste tutte.
"Nel 1985 James Senese (sassofonista anche di Pino Daniele - ndr) ha scritto una canzone per me e allora ho scoperto la mia voce. Poi nel 1987, visto che ero disperato senza lavoro, ho deciso di suonarmele e cantarmele da solo, le mie canzoni. In fondo il grande discografico Mario Ragni diceva sempre Occhio che una canzone ti cambierà la vita". Dopo le montagne russe di successi e insuccessi, a Sal Da Vinci la vita è cambiata con la canzone Rossetto e caffè che nel 2024, partendo da TikTok, è arrivata a sfiorare il mezzo miliardo di stream su tutte le piattaforme, da YouTube a Spotify. Ora, dopo il terzo posto nel 2009 ("Ma dopo non ho avuto il supporto dei discografici") ieri sera ha iniziato a giocare la rivincita: "È una rivincita perché sto vivendo una nuova vita dopo una gavetta lunghissima e sento che è una ricompensa di tutti i sacrifici che ho fatto". Tra l'altro veste perfettamente la propria canzone visto che è sposato con Paola dal 1992, due figli e una vita che vale il Per sempre sì del titolo.
Dopotutto il vocabolario di questo scugnizzo è quello di chi sa intrattenere un certo tipo di pubblico: "L'amore è un mestiere che va frequentato, ma per fortuna certi valori stanno tornando". Parola di Salvatore Michael Sorrentino detto Sal Da Vinci, un 57enne che da Sanremo arriverà sui social della Generazione Z.