"Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano". Ha cambiato nome da ieri l'ex via privata Micene, nel quartiere popolare San Siro, a pochi passi dall'alloggio di via Preneste dove il ferroviere abitò con la moglie Licia e le due figlie fino al giorno della morte, tra il 15 e 16 dicembre 1969 precipitando da un ufficio della questura dove era trattenuto dopo la strage di piazza Fontana del 12 dicembre. A scoprire la targa con le due figlie di Pinelli, Claudia e Silvia, è stato il sindaco Beppe Sala che nel suo discorso ha ribadito che "Milano non ha dimenticato Pino Pinelli e non intende farlo. . Questa via è e sarà memoria attiva, ricorderà a chiunque Milano crede fermamente nella giustizia, nella verità e non dimentica le vittime innocenti di un periodo storico complesso e controverso che presenta ancora tante oscurità". Sottolinea che "è un atto di riconoscenza, non è casuale che venga fatto in questo momento, c'è bisogno di riunirsi ricordando chi ha sacrificato la vita per i propri ideali in un momento in cui apparentemente non contano più". Ci sono i consiglieri Giungi e Pantaleo che con Fedrighini e Monguzzi hanno presentato la mozione approvata dall'aula per cambiare nome alla via, tanti esponenti Avs da Onorio Rosati a Cucchiara, il presidente di Anpi Milano, il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino, tra i nomi in pole per il toto sindaco. Ci sono anche Ricky Gianco, alcuni dei 30 iscritti al Circolo dell'esperanto che ricordano che "Pino e Licia si conobbero a un corso". E ci sono gli striscioni di condanna: "Pino Pinelli assassinato. Strage di Stato ancora senza giustizia". Il commissario Luigi Calabresi, accusato ingiustamente per la morte del ferroviere anarchico, è stato assassinato mentre il 17 maggio 1972 in un agguato di estrema sinistra. Ora si parla anche della candidatura a sindaco del figlio Mario, giornalista. Le figlie di Pinelli rispondono fredde: "Non saremo noi a decidere il prossimo sindaco, lo farà la città". C'è una parte di sinistra che difficilmente sarebbe pronta a sostenerlo. Il deputato FdI ed ex vicesindaco Riccardo De Corato aveva già chiesto al sindaco di intitolare una via anche a Calabresi e ieri ha contestato: "Vergogna, la sinistra come sempre usa due pesi e due misure.
All'anarchico Pinelli Sala ha intitolato giustamente una via mentre a Sergio Ramelli", lo studente del Fronte della Gioventù aggredito e ucciso nel 1975 da appartenenti ad Avanguardia Operaia, "per ora nulla. Vanno ricordate tutte le vittime del terrorismo degli anni di piombo, non solo alcune".