Dopo circa tre ore di intervento, Papa Leone è rientrato nel suo appartamento al decimo piano del Policlinico Gemelli dove osserverà alcuni giorni di degenza prima di tornare alle sue attività quotidiane. Gli specialisti che lo hanno operato hanno asportato un nodulo al polmone destro: nello specifico, si è parlato di un adenocarcinoma polmonare, il più comune dei tumori maligni.
Di cosa si tratta
Come spiega l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), è il sottotipo più comune di tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), rappresentando circa il 60% dei casi totali. Come nel caso del Pontefice, nasce specialmente in sede periferica, a livello dei bronchi di diametro minore e dei tessuti degli alveoli. È la forma di tumore più diffuso tra i non fumatori e se viene scoperto e rimosso in tempo, la chirurgia può essere assolutamente risolutiva.
Quale sarà il decorso del Papa
La Santa Sede lo ha detto subìto: è stato fondamentale scoprirlo e rimuoverlo in tempo visto che si è parlato di “fase molto iniziale e ben localizzato”. Questo fa ben sperare per il decorso ma è chiaro che il Santo Padre dovrà sottoporsi ad altri esami per capire quale sarà il suo decorso post-operatorio. Solitamente, per un adenocarcinoma al primo stadio, la sopravvivenza a cinque anni è maggiore dell’80%.
Quali sono i sintomi
Nel caso di Leone XIV, la massa tumorale è stata scoperta facendo un normale esame radiologico. Come viene confermato dalla letteratura, nelle sue fasi iniziali l’adenocarcinoma non provoca sintomi chiari ed è scoperto per caso mentre si effettuano altri esami. Invece, quando si manifestano i primi sintomi, spesso si confondono con altre patologie respiratorie: tosse, dolore toracico, raucedine, mancanza di fiato. Accanto a questi sintomi, ne possono comparire altri come un dimagrimento non voluto, stanchezza, infezioni respiratorie frequenti.
Le cure disponibili
L’ottima notizia è data dalle terapie oggi disponibili. Nel caso del Papa non è possibile stabilire, adesso, cosa dovrà fare in futuro perché sarà fondamentale attendere l’esito dell’esame istologico. Qualora i linfonodi dovessero essere stati interessati dall’adenocarcinoma, in quel caso si dovrà optare per una terapia post-operatoria; qualora i risultati fossero negativi, potrebbe essere stata necessaria soltanto l’asportazione chirurgica avvenuta ieri.
In generale, valutando uno per uno i pazienti con questo tumore, oltre alla chirurgia si possono applicare trattamenti farmacologici: la chemioterapia è usata in molti casi, anche in associazione con altri approcci terapeutici, lo stesso dicasi per la radioterapia. E poi c’è anche l’immunoterapia che lavora con la stimolazione del sistema immunitario che mira a eliminare le cellule tumorali.
Cosa accadrà nei prossimi giorni
L’unica cosa certa, al momento, è rappresentata dalla degenza di Papa Leone al Gemelli, stimata in circa una settimana. Cosa dovrà fare successivamente, come detto, dipenderà dai risultati degli esami che farà in questo periodo e nei controlli che dovrà comunque fare in futuro. Alla domanda se l’asportazione di una parte di polmone possa creare problematiche, la risposta è negativa: no, nelle persone la cui capacità respiratoria è normale, continueranno ad avere la stessa qualità di vita di prima.
