Bulimia, cause e sintomi del disturbo del comportamento alimentare

Secondo recenti statistiche, a soffrire di questo disturbo del comportamento alimentare sono sempre più uomini, anche a causa dell'attenzione rivolta al peso corporeo e all'aspetto estetico

A soffrire di bulimia sono soprattutto le donne di età compresa tra i 16 e i 40 anni, anche se negli ultimi anni i casi maschili sono in forte aumento a causa della maggiore attenzione rivolta al controllo del peso corporeo e all'aspetto estetico.

Secondo il DSM-5, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la bulimia è un disturbo del comportamento alimentare che provoca, in chi ne è affetto, grandi abbuffate di cibo. A queste seguono intensi sensi di colpa e atti volti a limitare o a neutralizzare l'apporto calorico di quanto ingerito. Il bulimico, dunque, si provocherà il vomito, assumerà lassativi e diuretici, si impegnerà in esercizi fisici estenuanti e adotterà una dieta restrittiva per diversi giorni.

La parola "bulimia" deriva dal termine greco"boulimía", ovvero "fame vorace". Per la precisione "boulimía" è il risultato dell'unione fra "bous" cioè "vorace" e "limos" che significa "fame". A formulare per la prima volta la diagnosi di questo disturbo alimentare fu Gerard Russel, nel 1979. Tuttavia, nella descrizione fornita dallo psichiatrica britannico mancava il concetto di abbuffata, definita non solo dall'eccessiva quantità di cibo, ma anche dalla sensazione soggettiva di perdita di controllo.

Quali sono i vari tipi di bulimia

Il quadro clinico della bulimia è abbastanza complesso, basti pensare che all'interno dello stesso è possibile trovare situazioni che presentano caratteristiche diverse tra loro. Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, si individuano tre tipologie di bulimia: boteriana, da effetto "carciofo" e jo jo.

  • Boteriana: riguarda soggetti che per molti anni hanno lottato per ottenere una buona forma fisica, fino a quando, dopo innumerevoli fallimenti, si sono arresi e hanno ceduto al piacere di mangiare. Questi non solo percepiscono la loro condizione come inevitabile, ma si adattano alla stessa e la accettano;
  • Effetto "carciofo": si manifesta contemporaneamente ad altre problematiche emotivo-relazionali. Per evitare di affrontare tematiche considerate ben più complesse, l'individuo orienta tutte le sue energie verso il disturbo alimentare;
  • Jo jo: si tratta della forma più comune e si presenta quando la vita di chi ne soffre è scandita da periodi nei quali il rapporto con il cibo è controllato e periodi in cui ci si lascia andare ad un'alimentazione sregolata. Anche l'umore è altalenante. Momenti di sfiducia si alternano a rafforzamenti della propria autostima.

Bulimia, quali sono le cause

Sono decenni, ormai, che si dibatte sulle precise cause della bulimia. Si è giunti alla certezza che alla base di questo disturbo del comportamento alimentare c'è una percezione errata del proprio peso e della propria immagine corporea. Resta da chiarire, invece, il contributo derivante da fattori biologici, psicologici e ambientali.

Alcuni studi hanno dimostrato che i parenti stretti di persone affette da bulimia presentano una spiccata tendenza a sviluppare lo stesso problema. Altre ricerche, focalizzando l'attenzione sul profilo psicologico, hanno evidenziato che i bulimici condividono un certo tipo di carattere/comportamento. In particolare sarebbero predisposti a svillupare il disturbo coloro che non riescono a gestire lo stress, che si preoccupano facilmente pensando al futuro, che hanno una bassa autostima. Da non sottovalutare, altresì, i rischi per chi soffre di ansia, di depressione, di disturbo ossessivo compulsivo, di disturbo post traumatico da stress o ancora di disturbo di personalità.

Se si considerano i fattori ambientali, il più impattante secondo gli esperti, sarebbe l'esposizione mediatica al mito "magro uguale bello", in particolar modo durante la pubertà. Le diverse modificazioni che caratterizzano questa fase potrebbero essere, infatti, fonte di disagio per alcuni adolescenti, specie se questi vengono bullizzati.

Come riconoscere la bulimia

I sintomi della bulimia possono essere racchiusi in tre categorie: manifestazioni comportamentali, psicologiche e fisiche. Come già detto, il bulimico si rende protagonista di grandi abbuffate di cibo, a cui seguono tentativi drastici (in gergo "spurgo bulimico") per cercare di limitare o neutralizzare l'apporto calorico di quanto ingerito. Essi comprendono il vomito autoindotto e l'uso inappropriato di lassativi.

L'instaurarsi del desiderio spasmodico di cibo è un processo assai rapido. Chi lo sperimenta mangia qualsiasi cosa abbia a disposizione o si reca al supermercato per acquistare alimenti da divorare appena fatto rientro a casa. Sotto il profilo psicologico, chi soffre di bulimia ha una visione distorta del proprio peso corporeo. Inoltre tende a isolarsi e a vivere momenti di depressione e di ansia. Questo disturbo del comportamento alimentare comporta anche ripercussioni a livello fisico. Tra queste si ricordano:

  • Problemi intestinali: costipazione in particolar modo;
  • Problemi cardiaci: aritmie, prolasso della valvola mitrale, insufficienza cardiaca;
  • Pelle secca;
  • Assottigliamento e/o rottura dei capelli;
  • Squilibri elettrolitici;
  • Anomalie del ciclo mestruale;
  • Stato di malnutrizione;
  • Problemi sessuali.
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