Cervicalgia, tutti i sintomi di un disturbo molto comune

Nel mondo occidentale è uno dei disturbi più diffusi e spesso è favorito o addirittura scatenato dallo stress

È uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi nel mondo occidentale. Dati alla mano, colpisce soprattutto le donne e la fascia di età over 40. Con il termine cervicalgia si indica l'infiammazione delle vertebre superiori della colonna vertebrale, la cosiddetta regione cervicale, uno dei punti maggiormente vulnerabili del corpo. Il disturbo viene percepito a livello di nervi, muscoli e vertebre del rachide cervicale. Questa zona è costituita da sette vertebre (identificate con la lettera C) che formano l'asse di sostegno del collo e della testa. Il dolore tipico della cervicalgia, che provoca scarsa mobilità del collo e irrigidimento delle spalle, può protrarsi per un periodo di tempo variabile (mesi oppure anni) ed è in grado, considerata la sua intensità, di costringere a letto chi ne soffre.

Numerose sono le cause all'origine del disturbo che, soprattutto in età giovanile, sembra essere l'esito non di problematiche ossee e cartilaginee, ma di semplici contratture dei muscoli cervicali e delle spalle. Fattori eziopatologici della cervicalgia includono: degenerazione di uno o più dischi intervertebrali, colpo di frusta, ipercifosi dorsale, iperlordosi lombare, ernia cervicale. Ancora lesioni traumatiche pregresse, spondilosi, osteofiti e sport di potenza con sovraccarichi. Da non sottovalutare, poi, l'ansia e lo stress. Molti individui stressati dal lavoro o dalle difficoltà quotidiane scaricano, infatti, le tensioni assumendo posizioni scorrette che vanno ad irrigidire la zona cervicale. Infine anche un materasso troppo morbido o un cuscino non adeguato possono aggravare considerevolmente la problematica.

Uno dei sintomi tipici della cervicalgia è il torcicollo, ovvero una condizione fastidiosa e dolorosa che ostacola i naturali movimenti del tratto cervicale. Poiché l'infiammazione di questa regione coinvolge anche i nervi, il soggetto può avvertire una sensazione di formicolio e intorpidimento, associata a debolezza del braccio e della mano. In base alla sede interessata dall'algia, la cui intensità varia a seconda della causa scatenante, si distinguono tre varianti di cervicalgia: propriamente detta, sindrome cervico-brachiale e sindrome cervico-cefalica. Quest'ultima è accompagnata da manifestazioni secondarie quali alterazioni della vista, problematiche della deglutizione e vertigini. La diagnosi si basa su un'accurata anamnesi a cui segue l'esecuzione di una radiografia del rachide cervicale, di una risonanza magnetica, di una tomografia computerizzata, di una risonanza magnetica e di un'elettromiografia.

Tre sono gli obiettivi che si pone la cura della cervicalgia: alleviare la rigidità muscolare, ridurre l'infiammazione e correggere la postura. Gli esercizi per il dolore cervicale, non sufficienti quando il disturbo dipende da traumi al collo o da patologie sottostanti, sciolgono le tensioni ed educano il paziente all'assunzione di posizioni corrette. L'algia può essere alleviata da farmaci antinfiammatori o corticosteroidi. Talvolta il medico consiglia iniezioni di lidocaina o di altri anestetici locali, oppure somministra miorilassanti e oppiodi in caso di dolore particolarmente intenso. Terapie alternative includono: agopuntura, massoterapia e termoterapia. In ambito naturale esistono, infine, creme da spalmare sulla zona interessata che utilizzano vari principi attivi (peperoncino, arnica, canfora).

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