Coronavirus, come gestire la paura del contagio

In seguito ai casi accertati di Coronavirus nel nostro Paese dilaga la paura del contagio. Ecco le indicazioni della psicoterapeuta per mantenere la calma e gestire l’ansia

Sono ormai stati accertati sempre più casi di Coronavirus anche nel nostro Paese.

È quindi d’obbligo rispettare le indicazioni del Ministero della Salute cercando di non farsi prendere dal panico della pandemia. Alcune regioni del Nord sono state isolate. Molti eventi socio-culturali rinviati a data da destinarsi o addirittura annullati. In questi giorni si parla spesso di allarmismo e misure precauzionali eccessive.

L’informazione, data in questo modo, non fa altro che aumentare lo stato di agitazione, poiché si evidenzia una chiara ambivalenza. Il Coronavirus così diviene un problema soggettivo che va ad appoggiarsi su vissuti e paure già presenti in ognuno di noi”: dichiara la Dott.ssa Eleonora Iacobelli, psicoterapeuta, presidente Eurodap Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico e responsabile Trainer Bioequilibrium.

Il rischio che viene percepito, quindi, potrebbe essere maggiore o non aderente alla realtà. Può venire amplificato da precedenti stati di agitazione o panico. Paradossalmente, ha l’effetto di esporci maggiormente al rischio poiché induce a mettere in atto comportamenti più impulsivi. Il tutto comporta un abbassamento fisiologico delle difese immunitarie”: precisa l’esperta.

Quali sono le categorie più a rischio ansia?. “La categoria maggiormente a rischio è senza dubbio quella degli anziani. Vivono con maggior timore un eventuale contagio. La vita di queste persone, nella maggior parte dei casi, è già all’insegna della solitudine, dell’isolamento e dell’esclusione. Appare, quindi chiaro che oltre ad un rischio fisico c’è anche un maggiore rischio psicologico che li porta ad isolarsi ancora di più e ad estraniarsi dalla società": mette in evidenza la psicoterapeuta.

E le nuove generazioni come vivono questa paura del contagio? “I ragazzi, invece, potrebbero non percepire l’effettiva pericolosità della diffusione del virus e vivere le limitazioni come frustranti e fastidiose. Ciò potrebbe portare ad un inasprimento delle relazioni con i genitori che, invece, tentano di preservarne la salute. Va, inoltre, tenuto presente che le condotte a rischio sono tipicamente adolescenziali e sono dovute ad un’incapacità fisiologica a percepire l’effettiva pericolosità di un comportamento”: risponde la psicoterapeuta.

Ecco le indicazioni preziose fornite dell’esperta per tenere a bada l’ansia da Coronavirus:

- evitare di controllare l’ansia attraverso la ricerca spasmodica d’informazioni;

- attenersi alle indicazioni date dal Ministero della Salute;

- ricordare di cercare di mantenere la calma. Ansia e panico non aiutano nella gestione dell’emergenza. Hanno l’effetto opposto aumentando le condotte a rischio;

- essere consapevoli che avere delle preoccupazioni per la nostra salute è normale, purché non diventino eccessive;

- sforzarsi di mantenere un atteggiamento psicologico positivo che possa aiutare noi stessi e chi ci è intorno.

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Commenti

Raffaello13

Ven, 28/02/2020 - 16:14

Don Abbondio diceva "se NON si ha coraggio, Non ce lo si può dare!". Noi invece potremmo diminuire la paura se: 1 avessimo informazioni ufficiali e corrette sulle zone di contagio; invece sono caotiche, martellanti, ora pure reticenti...; se 2 si sapesse di avere Ospedali attrezzati per curare i casi gravi, specie l'assistenza respiratoria e farmaci Anti Virali; invece sappiamo che abbiamo pochissimi posti in Terapia Intensiva, in parte ceduti ad altre malattie, NON crediamo che a parte nei Capoluoghi Regionali vi siano Farmaci Anti Virali nè Esperti a dosarli; hanno salvato qualcuno allo Spallanzani, forse al Sacco, ma dalle altre parti è un INCUBO, temo pure per il paziente n. 1.