Melanoma: le regole d'oro da seguire per evitarlo

Il terzo tumore più diffuso in Italia, il melanoma della pelle, se preso in tempo può essere curato e asportato chirurgicamente: ecco il decalogo con le regole da seguire per evitare brutte sorprese

Come evitare il melanoma: ecco le regole da seguire

È il terzo tumore più diffuso in Italia al di sotto dei 50 anni ma se preso in tempo può essere curabile grazie all'intervento chirurgico: stiamo parlando del melanoma, il tumore della pelle spesso causato da una scorretta esposizione al sole.

"Diagnosi precoce fondamentale"

Al congresso annuale tenutosi pochi giorni fa a Torino si è fatto il punto della situazione: sono troppi 15mila casi come quelli registrati nel 2020, ecco perché è di fondamentale importanza accorgersi di un'eventuale neoplasia agli stati iniziali, così da poter asportare il tumore con il solo intervento chirurgico. "La diagnosi precoce è decisiva per salvarsi la pelle" afferma il presidente dell'Intergruppo Melanoma Italiano, Ignazio Stanganelli, che ha sottolineato di come si stia parlando «del più aggressivo dei tumori della pelle, che può essere letale se riconosciuto in ritardo».

Le dieci regole da seguire

Si chiama "Bersaglio Melanoma" il progetto nato per sensibilizzare i dermatologi, i pazienti, le Istituzioni e l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e sulla diagnosi precoce del melanoma. Esperti e pazienti hanno stilato un decalogo di raccomandazioni da seguire che può essere decisivo per anticipare la malattia.

Innanzittutto, non devono mancare le visite specialistiche entro 30 giorni dal sospetto tumore, utilizzare costantemente il dermatoscopio (lo strumento che "legge" un punto preciso della pelle), approfondite visite di screening, tempestivi interventi chirurgici e refertazione istologica, adeguata comunicazione tra medico e paziente e viceversa, utilizzo del test molecolare BRAF, approccio alle cure che sia multidiscipliare e follow up (i passi corretti da seguire in caso di tumore).

L'importanza dei risultati

Stanganelli, durante il convegno torinese, ha affermato alla platea l'importanza di rispettare i tempi per gli esami diagnostici e la consegna dei risultati: la comunicazione tra il medico e il paziente deve migliorare perché «circa la metà dei malati deve ritirare l’esito dell’esame istologico presso uno sportello: nelle raccomandazioni invece si consiglia che la diagnosi sia comunicata direttamente dal medico al suo assistito». I risultati del progetto "Bersaglio Melanoma" «sono rilevanti per dermatologi, cittadini e istituzioni, perché tutti hanno un ruolo nella prevenzione dei tumori» aggiunge al Corriere Chiara Puri Purini, vicepresidente di Melanoma Italia Onlus (MIO).

Le cure con i farmaci

Numerosi studi ci dicono come i raggi ultravioletti del sole danneggino, spesso in modo irreparabile, il Dna delle cellule della pelle causando mutazioni genetiche che, a lungo andare, possono portare alla formazione di un tumore della pelle, anche se in molti casi il melanoma si forma in zone solitamente meno esposte ai raggi diretti del sole (come il tronco o la pianta dei piedi). È per questo motivo che bisogna prestare la massima attenzione anche a lampade e lettini abbronzanti, vietati ai minorenni perché fanno parte delle sostanze cancerogene per l’uomo. Se, sfortunatamente, il tumore si è già formato, grazie alla Medicina sono a disposizione nuovi farmaci che aiutano anche nelle situazioni più complesse.

«Il melanoma è una forma di tumore sempre più curabile e guaribile», spiega Stanganelli, professore Associato dell’Università di Parma e direttore del Centro di Dermatologia Oncologica Skin Cancer Unit dell’Istituto Tumori della Romagna. Il rimedio numero uno rimane, comunque, la diagnosi precoce e la corretta informazione da fare ai cittadini su come esporsi al sole, sui rischi delle lampade solari e sui controlli regolari dei nei dal proprio dermatologo. «L’esempio positivo è quello dell’Australia che negli ultimi anni è riuscita a ridurre drasticamente i nuovi casi di melanoma grazie anche a iniziative rivolte all’intera popolazione», conclude.

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