Melanoma, migliorata la sopravvivenza e sempre meno giovani colpiti

Aumentano i sopravvissuti al melanoma. La fotografia scattata dall'Intergruppo Melanoma Italiano e presentata al ventiseiesimo Congresso Nazionale fa ben sperare nel futuro

Il melanoma rappresenta circa il 5% di tutte le neoplasie che interessano la cute. Si tratta di un tumore che deriva dalla trasformazione cancerosa dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle. Piuttosto raro nei bambini, colpisce soprattutto gli adulti di età compresa tra i 45 e i 50 anni. In Italia si stimano 7.300 nuovi casi ogni anno fra gli uomini e 6.700 fra le donne.

Come riportato da Ansa.it, le notizie sull'argomento melanoma si fanno sempre più confortanti. Secondo la fotografia scattata dall'Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) presentata al ventiseiesimo Congresso Nazionale, sarebbe migliorata la sopravvivenza dei pazienti con il carcinoma in stadio avanzato.

Oggi, grazie all'immunoterapia, a quattro anni dall'inizio delle cure il 52% dei soggetti sottoposti a cura con nivolumab è libero da recidive. La strada, tuttavia, è ancora lunga, in particolare per il melanoma associato alla gravidanza. Nonostante i meccanismi di insorgenza non siano ancora del tutto chiari, si ipotizza che esso sia legato a una maggiore attività melaninica e alla fisiologica alterazione ormonale tipica della gestazione. Un'altra buona notizia arriva dal fronte incidenza. I casi, infatti, hanno cominciato a diminuire nelle ultime generazioni.

Dati AIRTUM alla mano, l'incidenza del melanoma è regolarmente aumentata del 3,6% annuo negli uomini e del 2,5% annuo nelle donne, nel periodo di osservazione tra il 1994 e il 2013. Tuttavia, l'incremento è stato registrato per tutti i nati fino alla metà degli anni '70 e non per le generazioni successive che, diversamente, hanno assistito a un'inversione di tendenza.

Ciò è senz'altro dovuto alle tante campagne di sensibilizzazione. Tramontata almeno in parte la moda dell'abbronzatura senza controllo tipica del secondo dopoguerra, oggi si è più consapevoli della pericolosità dei raggi solari e ci si protegge in maniera adeguata al proprio fototipo. Un altro elemento a sostegno di questo cambio di rotta è rappresentato dal maggior tempo trascorso al chiuso dai giovani, in particolare davanti al computer e su internet.

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Commenti

ruggerobarretti

Gio, 12/11/2020 - 15:11

Sara' e lo spero fortemente, anche perche' soggetto a forte rischio. Pero' in tempi recentissimi, due parenti stretti, non sono andati oltre l'anno (di sofferenze).