"Gli over 50 hanno perso l'istinto di sopravvivenza"

Sui vaccini per il consulente del ministro Speranza quei ragazzi definiti zuzzurelloni sono più responsabili dei loro genitori

"Gli over 50 hanno perso l'istinto di sopravvivenza"

Non utilizza giri di parole verso gli over 50 Walter Ricciardi. Il consulente del ministro alla Salute, ai microfoni di Radio Capital, accusa chi ancora non ha ricevuto una dose di vaccino di “aver perso l’istinto di sopravvivenza”.

Modello negativo per l’esperto è la deputata Sara Cunial, che per continuare la battaglia no vax rinuncia addirittura a votare il successore di Mattarella. “Le si dà troppo risalto. Andrebbe considerata esempio plastico di mancata responsabilità. È invece su tutte le prime pagine dei giornali”.

Secondo l’igenista quei ragazzi, che chiama “zuzzurelloni”, dimostrano più maturità dei propri genitori che “invece non hanno capito il rischio che corrono”, considerando che le probabilità di patologia grave o addirittura di morte, come dimostrano i dati giornalieri, sono più alte in chi sceglie di non farsi somministrare il booster.

La scelta libera, però, intasa le corsie degli ospedali. Lo stesso Ricciardi sottolinea come l’arrivo di Omicron porta al collasso un sistema sanitario che non deve occuparsi solo di chi ha contratto il Covid. “Persone con problemi molto importanti rischiano di non essere curate". Ciò, per il consulente del governo, sarebbe dovuto principalmente alla carenza di organico: “I nostri anziani muoiono non solo per le loro condizioni, ma perché il personale è stanco e sottodimensionato. Per arrivare ai livelli della Germania dovremmo assumere 53mila infermieri”.

Pur essendo ottimista sull’andamento della pandemia, il braccio destro di Speranza, quindi, esorta a tornare alla normalità con prudenza, ma allo stesso tempo a programmare gli interventi per evitare nuove emergenze: “Possiamo sperare che a febbraio ci sarà una discesa dei contagi e a marzo saremo più liberi, ma è importante saper gestire i periodi più tranquilli. Tutti vorremmo aggrapparci a parole di speranza, ma non dobbiamo mai dimenticare che il Covid è la prima causa di morte in Europa e la terza in Italia”.

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