Salute

Psoriasi, così una nuova strategia può calmare l'infiammazione

La ricerca sulla patologia autoimmune, condotta dagli scienziati dell'Università del Michigan, apre le porte a nuove strategie terapeutiche

Psoriasi, una nuova strategia per ridurre l'infiammazione

La psoriasi è una malattia autoimmune infiammatoria cronica della pelle che si manifesta con placche eritematose e rotondeggianti, i cui bordi sono ben delimitati. A ricoprire le stesse, sono presenti squame di un colore giallastro che sfuma nel grigio-argento. Gli interferoni svolgono un ruolo importante nell'attivare la risposta dell'organismo alle minacce virali.

Utilizzando un modello che imita la psoriasi nei topi, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno scoperto che la modifica dei livelli di interferone kappa, una proteina prodotta dalle cellule della pelle, altera la gravità dell'infiammazione e la produzione di citochine (molecole di segnalazione cellulare) che inducono lo stato flogistico tipico della patologia. Lo studio è stato pubblicato sul "Journal of Investigative Dermatology".

L'infiammazione psorisiaca è caratterizzata dall'espressione genica correlata all'interferone, tuttavia non è chiaro come questi ultimi alterino la gravità del disturbo. I sintomi della psoriasi, nella maggior parte dei casi, includono eritema, desquamazione, prurito, placche e papule fino ad arrivare al bruciore e alla sensazione di tensione della pelle.

Gli scienziati hanno indotto la psoriasi in modelli murini suddividendoli in gruppi con interferone kappa a livelli bassi, normali ed elevati. La proteina sovraespressa da sola non ha scatenato la malattia, ma ha preparato la pelle per la risposta flogistica che ne è seguita. Secondo Mehrnaz Gharaee-Kermani, autore principale dello studio, il contesto dell'ambiente cutaneo è in grado di modellare le risposte infiammatorie.

Il team sta conducendo ulteriori indagini per comprendere il ruolo dell'interferone kappa nei pazienti affetti da forme gravi di psoriasi. Alcuni attuali farmaci inibiscono gli interferoni, ma molti di quelli specifici sono ancora in fase di sperimentazione. «Fino ad ora i trattamenti sono stati testati studiando un medicinale in centinaia di soggetti - ha dichiarato J. Michelle Kahlenberg, professoressa di reumatologia -questo approccio per tentativi ed errori fa sprecare tempo e denaro al paziente. I risultati della ricerca suggeriscono che l'uso di terapie per modulare gli stati di interferone può limitare l'infiammazione negli individui affetti da psoriasi».

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