Samorì scende in campo "Il mio movimento c'è anche senza primarie"

In 11mila accolgono l'imprenditore emiliano a Chianciano. E lui: "Serve discontinuità, ma non chiamatemi il rottamatore del centrodestra". Poi dice "no" al Montri bis

Gianpiero Samorì, leader dei Moderati in Rivoluzione
Gianpiero Samorì, leader dei Moderati in Rivoluzione

Anche se non dovessero esserci le primarie del Pdl Gianpiero Samorì, l’imprenditore emiliano che ha fondato i "Moderati in rivoluzione" e che si è candidato alla possibile competizione nel centrodestra, non getterà la spugna. Oggi a Chianciano Terme, dove si è tenuta la convention del nuovo movimento politico, erano presenti oltre 11mila persone. "Se le primarie ci saranno o meno non dipende da me - ha spiegato Samorì all’Ansa - ma dobbiamo essere pronti a tutto, anche nel caso che le primarie non si tengano. Di sicuro c’è il fatto che un momento di considerazione questo movimento lo debba avere in ogni caso, a prescindere dalle primarie".

La convention di Chianciano Terme ha avuto un risultato migliore rispetto delle stesse aspettative di Samorì che ci tiene a far presente come sia accorsa tanta gente e vi sia la ricerca di un programma e di un percorso. Nessuno dei dirigenti storici del Pdl si è fatto vedere, mentre di quadri intermedi ce ne sono tanti. Nel campo avverso, quello di centrosinistra, Samorì definisce "interessante" l’esperienza del sindaco di Firenze Matteo Renzi, anche lui impegnato in prima persona nelle primarie per smantellare la vecchia politica portata avanti dal segretario Pier Luigi Bersani e dal vecchio establishment di via del Nazareno. Tuttavia, Samorì ha detto, con estrema chiarezza, di non credere affatto nella "rottamazione" dal momento che "porta in sé un giudizio di negatività e di disvalore delle persone". "Credo invece nella discontinuità, come nel 1994", ha chiosato l'imprenditore emiliano.

Nella visione di Samorì non  viene negata del tutto un possibile rapporto con Luca Cordero di Montezemolo che, proprio ieri pomeriggio, ha lanciato il suo movimento. "Prima di tutto - ha avvertito - c’è da ricostruire l’area moderata nel centrodestra". Poi, ai microfoni di Sky Tg24, Samorì ha disegnato un ruolo anche per l'ex premier Silvio Berlusconi, del quale ha negato di essere il "delfino". "L’ho visto un paio di volte", ha spiegato Samorì secondo cui il Cavaliere dovrebbe essere il "traghettatore di una classe dirigente". "Un Pdl fatto di caporali diventati generali senza vittorie sul campo non esiste più - ha continuato - cambiare nome senza cambiare facce non serve".

Il prossimo step di Samorì sarà, quindi l'impegno politico, al di là della scelta da parte dei vertici del Pdl di indire le primarie per scegliere il candidato premier alle politiche del 2013. Un appuntamento che Samorì non reputa vincolante per il suo impegno politico. "Se davvero le primarie non ci saranno - ha scherzato l'imprenditore emiliano - almeno non potranno dire che le ho perse". Quanto al ruolo di Mario Monti nal termine del suo mandato, Samorì ha detto "no" a un eventuale bis a Palazzo Chigi: "I tecnici abbiano ruoli tecnici, lui si è presentato come tale e io lo prendo in parola".

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