(...) difendono accettabilmente intanto che non si risparmiano nel portare lucido e concreto aiuto in avanti. Finalmente un centrocampo padrone della partita, con l'autorevole Obiang che chiude e appena può verticalizza rasoterra, un tosto Munari che fa legna di pregio, un duro Renan il cui piede sinistro promette giocate importanti e un Don Juan infine capace di alternare a errori banali spunti geniali: vedi, e non solo, il perentorio assist-gol al Bomber rapace. Finalmente due punte - con Pozzi, un Bertani addirittura migliore di Eder - lodevolmente toste e affiatate. Un «finalmente» che per fortuna sono esentato dall'applicare appunto a Pozzi e Romero («Dammi uno che pari e uno che faccia gol
» diceva il Profeta), il cecchino che ha fatto 9 centri uno più bello dell'altro in 17 partite giocate e la saracinesca che con 18 presenze altro che 9 gol ha fin qui scongiurati.
Senza volare con la fantasia, guardiamo dunque con fiducia alla madre di tutte le partite in programma a Torino lunedì prossimo: una rivincita peraltro non fine a se stessa (il Toro, con Pescara, Sassuolo e Verona, ha prenotato per tempo l'Over 80) per la Sampdoria che deve badare solo a se stessa gara dopo gara. Il 6° posto attualmente occupato dal Varese (duro da rodere) resta a 7 punti teoricamente riducibili a 4 (recupero con l'Empoli) e pazienza se in corsa ci sono pure Brescia e Reggina e semmai tanto meglio se perdesse qualche colpo il Padova.
Le prossime quattro settimane - scontri con Torino, Verona, Empoli e Sassuolo - valgono una sentenza.
Samp, finalmente il centrocampo cè
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