San Raffaele, apre la nuova maternità i neonati ora saranno cittadini milanesi

Finora i bambini nati all’ospedale San Raffaele sono stati registrati all’ufficio anagrafe del Comune di Segrate. D’ora in avanti saranno milanesi a tutti gli effetti. Già, perché le nuove sale parto sono state costruite su territorio milanese. Questione di metri, poiché la struttura dell’ospedale, un «villaggio» di oltre 300mila metri quadrati, sorge a cavallo fra Segrate e Milano. «La cosa importante - sottolinea il presidente della Provincia, Guido Podestà, durante l’inaugurazione del nuovo dipartimento materno infantile - è che i bambini vengano alla luce sempre sotto il segno di Don Verzé e della Grande Milano».
Curiosità topografiche a parte, nella nuova struttura diretta da Giuseppe Chiumello nasceranno all’incirca duemila bambini all’anno. Il dipartimento, inaugurato durante la tradizionale festa del Ringraziamento, che riunisce ogni anno tutti i professionisti all’opera all’interno del San Raffaele, è un palazzo di sette piani (a cui se ne aggiungono altri due interrati) di circa 900 metri quadri l’uno. Entrerà in funzione entro la fine dell’anno ed è dotato di nuove sale parto, una dedicata al parto in acqua, due nuove sale operatorie e unità trasfusionali più articolate, tese a tutelare la vita nel senso più ampio: della donna, del nascituro e del bambino durante la sua crescita, «favorendo il benessere come armonico sviluppo della crescita somatica e psicologica dell’individuo». «Questa nuova impresa - commenta Podestà -, nata dalla lungimiranza e dalla passione di Don Verzé e del suo staff, permetterà, in una struttura confortevole sia per la mamma sia per il bambino, una degenza in sicurezza».
Durante la celebrazione, a cui era presente anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, è stata scoperta anche «La statua della maternità», la più alta scultura (alta 12 metri) esistente al mondo lavorata in un unico blocco di marmo di Carrara. L’opera d’arte, ispirata ai bozzetti di Salvatore Fiume, porta la firma di Carmelo Lizzio, lo stesso autore dell’Angelo che si erge sopra la cupola di vetro del San Raffaele, sede dello studio di Don Verzè. Ed è proprio Don Verzè a spiegare il senso dell’opera in una frase incisa alla base della statua: «La maternità è sublime partecipazione alla divina creatività». Durante la cerimonia di inaugurazione, largo spazio è stato dato ai bambini con giri in carrozza, clown e pesca di beneficenza.

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