«La questione del Consorzio Ri.Rei., con lipotesi di accreditamento al vaglio delle autorità regionali non dà risposte ai pazienti e ai loro familiari e neanche ai lavoratori che da due mesi non percepiscono un soldo di stipendio». Il responsabile dei rapporti istituzionali della Fials-Confsal, Roberto Lazzarini torna a denunciare il grave comportamento della Regione nei riguardi dei lavoratori del Consorzio di Cooperative Sociali Riabilitazione e Reinserimento (Ri.Rei), società che ha in cura malati disabili e che recentemente è stata anche oggetto di accuse da parte di unassociazione di genitori dei malati per i metodi usati nei confronti dei pazienti.
«In questo caso particolare e, visto il considerevole ritardo nellerogazione degli stipendi da parte del Consorzio, - aggiunge Lazzarini - la Regione dovrebbe farsi carico di retribuire ai dipendenti anche gli interessi di mora come avviene in ogni paese del mondo civilizzato perché i dipendenti della Ri.Rei fanno un servizio che la Regione dovrebbe erogare direttamente, come è sancito nella legge che regola le attività del servizio sanitario nazionale e che invece, e ancora non se ne capisce il motivo, ha deciso di affidare a terzi».
«È davvero incredibile constatare che la Regione Lazio continua a mantenere in vigore il piano sanitario del 2004 non avendone ancora varato uno nuovo - continua il sindacalista - mentre quelle che oggi si presentano come vere e proprie emergenze sanitarie rimangono ancora al palo. Inoltre, se fosse vera la notizia trapelata nelle ultime ore sullimminente chiusura del centro di Lavinio e di Santa Severa, si confermerebbe ulteriormente quanto saremmo in emergenza. Si è così rivelata tanto grave la scelta perpetrata dalla Giunta Marrazzo che ha affidato e mantiene laffidamento del servizio di assistenza per i ragazzi disabili a delle cooperative che non sembrano in grado di garantire neppure i livelli occupazionali. Senza contare che circa 500 dipendenti continuano a mandare avanti un servizio così delicato con un forte ritardo retributivo per il lavoro già svolto e con il rischio di dover ricorrere a finanziamenti erogati al di fuori del circuito legale, ovvero cadere nelle mani dellusura per fronteggiare lesigenze di vita quotidiana».
«E vorremmo rimarcare - conclude Lazzarini - che non è la prima volta che il Consorzio dimostra carenze di liquidità che peraltro, a suo dire, dipendono dal mancato pagamento delle prestazioni riabilitative, così come invece era stato concordato con la Regione al momento della presa in carico degli utenti e dei lavoratori degli ex Centri Anni Verdi.
Sanità Fials: «Marrazzo non dà garanzie ai lavoratori di Ri.Rei»
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