Roberto Nicolick, è da oggi fuori dalla Lega Nord, su decisione del direttivo provinciale del partito, nel quale ha sempre militato e di cui è stato a lungo coraggioso esponente. Non gli è quindi più consentito rappresentare la Lega in consiglio provinciale, dove è stato eletto, dopo essere stato consigliere comunale a Savona. Il provvedimento è stato motivato in base all'articolo 53 dello statuto, che prevede l'espulsione «a causa di indegnità e di ripetuti comportamenti gravemente lesivi della dignità di altri soci e di gravi ragioni che ostacolino e pregiudichino l'attività del movimento e ne compromettano la sua immagine politica». Andrea Bronda, segretario provinciale ha infatti precisato: «Il consigliere Nicolick periodicamente non disdegna di diffondere, tramite organi di informazione, gravi illazioni contro dirigenti e soci del movimento». Sull'esponente della Lega grava, inoltre, la recente condanna per patteggiamento a 2 mesi di reclusione e 2100 euro di multa, per aver avallato firme non regolari per le elezioni comunali di Savona del 2002, «con l'aggravante - spiega il direttivo del partito - che erano finalizzate a formare di liste in competizione con la Lega Nord». La reazione di Nicolick è tempestiva: «Non interporrò alcun ricorso. La prima sensazione è di grande sollievo, per poter separare la mia strada da una dirigenza locale bocciata più volte dai cittadini e che non godeva la mia fiducia già da tempo, per tutta una serie di motivi: morali, politici , umani e organizzativi. Sono rimasto a rappresentare la Lega in provincia, per rispetto agli elettori e per senso di responsabilità».
Aggiunge Nicolick: «Mi si accusa di indegnità, ma, basta chiedere alla gente che opinione ha di questi dirigenti e di me. Sul documento di espulsione a maggioranza non hanno saputo neppure trovare la unanimità: otto a favore e sei contro».Savona, la Lega Nord caccia Nicolick per «indegnità»
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