«Scandalo» Fise, proprietari di cavalli in rivolta

Tempesta sulla Federazione sport equestri (Fise). L’avvocato di Viareggio Andrea Paul Gross è presidente da appena due anni e già fioccano contro di lui le interrogazioni parlamentari e le denunce da parte dei soci della Federazione. La più pesante proviene dall’Associazione proprietari italiani cavalli da equitazione (Apice), che in un esposto inviato al presidente del Coni (che ha poteri di vigilanza sulle federazioni sportive), al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al sottosegretario Rocco Crimi e al senatore Antonio Tommassini, denuncia comportamenti ritenuti illeciti da parte dello stesso presidente, «talvolta avallati», si legge nella lettera esposto, «anche da alcuni componenti del consiglio federale».
La lettera esposto fa riferimento anche a denunce presentate nell’interrogazione parlamentare del senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri due mesi fa, nella lettera del consigliere federale Vittorio Garrone, nella lettera denuncia del consigliere federale Giovanni Bonomelli e al parere della commissione etico-morale della Fise, «nella quale si evidenzia che il presidente e suo padre, Adolfo Paul Gross, presidente del comitato toscano della stessa Fise, hanno locato al comitato regionale, incassando canoni dalla Fise, un immobile di proprietà di una società da loro controllata. E nonostante la denuncia è ancora condotto in locazione dalla Federazione…».
La notizia, per altro confermata dall’interessato, che il presidente Paul Gross si è assegnato un compenso forfettario su base annua di 150 mila euro, sostenendo che era stato assegnato dall’assemblea «mentre - si sostiene nell’esposto dell’Apice - l’assemblea non ha mai provveduto a tale assegnazione», tenuto anche conto che le indicazioni del Cio (comitato olimpico internazionale) sono per l’obbligatoria natura onorifica della carica, motivo per cui il pagamento parrebbe indebito.
L’esposto elenca poi la denuncia su irregolarità che sarebbero state compiute nella compilazione del bilancio 2008, secondo quanto sostenuto da cinque consiglieri federali.
Infine, viene addebitata alla gestione di Paul Gross il licenziamento «con costo elevatissimo» della federazione, del direttore sportivo professor Marco Danese, soggetto unanimemente apprezzato, perché non in sintonia con l’attuale dirigenza.
L’Apice sostiene di avere interesse e titolo a tale denuncia perché non solo riconosciuta e aggregata alla Fise, ma anche perché «i proprietari dei cavalli sono il vero motore anche finanziario dell’equitazione italiana, senza i quali la Federazione non avrebbe possibilità di esistere».
Un’altra denuncia viene dal sito Piemonte Cavalli, il quale accusa la Federazione di discriminazione e di dilettantismo. Discriminazione poiché il sito, che manda in onda filmati dei concorsi e delle manifestazioni, non ha potuto effettuare riprese a Marina di Pietrasanta (territorio del presidente Paul Gross) in occasione della manifestazione L’arte del cavallo. Gli organizzatori hanno sostenuto che la Fise aveva assegnato esclusiva a un canale televisivo creato da due soci di Forte dei Marmi, molto vicini al presidente Paul Gross, che gli ha assegnato il patrocinio. Infatti, il canale avrebbe dovuto mandare in onda in diretta la manifestazione, ma Piemonte Cavalli afferma nel titolo della sua denuncia che si è trattato di «una diretta fantasma» in quanto mai niente è andato in onda.
Del resto non è l’unico infortunio per la presidenza della Fise relativo al canale sponsorizzato da Paul Gross. Infatti alcuni giorni fa è comparso sul sito ufficiale della Federazione il comunicato che a maggio il fantomatico canale sarebbe andato in onda su Sky al n.221. Sono trascorse poche ore e la Fise ha dovuto ritirare il comunicato, prima edulcorato del numero in quanto da Sky è arrivato un ordine in tal senso visto la piattaforma satellitare non aveva mai assegnato quel numero e non ancora preso decisioni in merito, essendo per altro il 221 un canale utilizzato da Snai per trasmettere proprio piazza di Siena. E Snai aveva fermamente protestato con Sky per quanto Paul Gross aveva autorizzato a essere scritto sul sito ufficiale.
Un vero peccato, commentano al Cis di Milano, che in un momento nel quale sarebbe necessaria la massima concentrazione sulle attività per far risalire la bandiera italiana nei concorsi internazionali, in vista anche dei prossimi campionati del mondo di ottobre in Kentucky, il presidente si dedichi ad attività come quelle descritte sopra. Come sono lontani, dicono ancora al Cis, i tempi non solo dei fratelli D’Inzeo ma anche quelli dei Mancinelli, degli Orlandi, dei Castellini e così via, quando l’equitazione era uno sport da veri gentlemen e non da profittatori.

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