Una serie di immagini che rende visibile chi troppo spesso è invisibile: gli orfani di femminicidio. Parte oggi "IO ESISTO/Il racconto degli orfani e delle orfane di femminicidio", mostra fotografica della giornalista, scrittrice e fotografa Stefania Prandi. L'esposizione, all'interno del progetto "Orphan of Femicide Invisible Victim" sarà aperta fino a sabato presso la Casa delle Donne di via Marsala, 8/10 e sarà inaugurata oggi alle 18.30 con l'artista Stefania Prandi e Marco Sancandi, orfano di femminicidio. Intervengono Maria Grazia Russo, presidente del Centro antiviolenza Cerchi d'acqua, e Cristina Barbieri, operatrice di accoglienza di Cadmi-Casa di accoglienza delle donne maltrattate. La mostra è un racconto fotografico che riporta al centro chi di solito non viene visto: figli e figlie delle vittime di femminicidio, bambini, bambine, ragazzi e ragazze costretti a ricominciare a vivere tra assenze, silenzi e nuove fragilità. Il percorso espositivo dà voce a cinque orfani e orfane (tutti maggiorenni) che hanno scelto di raccontarsi e di mostrarsi mettendoci la faccia, portando alla luce un aspetto ancora troppo poco riconosciuto. Le loro testimonianze restituiscono la dignità e la forza non solo dei figli e delle figlie, ma anche delle loro madri: cinque donne uccise dai propri partner. Oltre a dare voce alle famiglie affidatarie che stanno al loro fianco. La mostra è a ingresso libero e fruibile anche da persone non vedenti e ipovedenti grazie alle didascalie in "Linguaggio Facile da Leggere" e alle descrizioni audio. Il progetto "Orphan of Femicide Invisible Victim", promosso dalla cooperativa Iside attraverso la partecipazione al bando "A braccia aperte" dell'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa, realizza interventi integrati e multidisciplinari in grado di prendere in carico tempestivamente e individualmente gli orfani di femminicidio e le loro famiglie affidatarie. "Il progetto nasce nel 2021 - spiega Cristina Barbieri, operatrice di Orfani di femminicidio -. Lo scopo è dare supporto a chi rimane, gli orfani e le loro famiglie affidatarie, che di solito sono quelle dei parenti prossimi della donna uccisa. Famiglie anch'esse colpite dal lutto e che si ritrovano anche con un compito nuovo e gravoso".
In Lombardia il programma segue circa venti ragazzi e ragazze, minorenni e poi fino ai 21 anni. "Situazioni delicate in cui le famiglie sono spesso lasciate sole.
I percorsi prevedono sostegno nella prima fase del trauma nei punti anti violenza, interventi con le scuole, inserimento sociale e lavorativo, aiuto psicologico, legale e nelle esigenze materiali. E questa mostra fatta di ritratti e di storie dà visibilità e spazio agli invisibili".