Lo scetticismo dei fan: «Comunque finisca i soldi li incassa sempre»

Milano«Per me Santoro vale molto di più di quello che è stato pagato e in più se chiedesse i danni morali alla Rai per quello che gli hanno fatto passare allora sì che dovrebbero aprire la borsa!», scriveva ieri sera Rossella Camerlingo sulla pagina facebook di Sandro Ruotolo, inviato di Annozero e braccio destro di Michele Santoro (nella foto con Travaglio e Vauro nello speciale «Raiperunanotte»).
Eppure nei social network e nei blog serpeggia anche molta delusione e non tutto il «popolo» di Annozero ha accolto con favore la notizia della (possibile) risoluzione del contratto che permetterebbe al famoso conduttore di intascare una buonuscita milionaria.
Vittorio Zucconi, corrispondente di «Repubblica», sul suo blog commenta la lunga omelia che il conduttore ha presentato in prima serata agli ascoltatori: «Mi dispiacerebbe molto se Santoro scomparisse, anche se devo dire che quel monologo iniziale ce lo poteva, e se lo poteva, risparmiare. Ma quello che mi disturba di più è sentire che i suoi guadagni e i suoi contratti sono usati come armi contro di lui, da quelli che se ne vorrebbero liberare anche se guadagnasse come un bidello precario e agitano le cifre come fossero una condanna».
Già, i soldi e i contratti. Un visitatore del blog che si firma «Suchert» paragona Santoro al premier, verso il quale non ha – evidentemente – alcuna simpatia: «Il populista si sente, insomma, interprete della volontà popolare senza alcun altro mandato che quello della propria personale, eccezionale, sensibilità. Silvio Berlusconi è paradigmatico in questo. Michele Santoro quando parla della “gente” ne è un degno imitatore».
E in risposta a un altro visitatore, insiste: «Santoro è rimasto un populista, assolutamente berlusconiano in tanti atteggiamenti, pronto a parlare di gente e dei suoi problemi, ma lontanissimo dall’averli mai sperimentati di persona, e soprattutto un qualunquista come tanti anche a sinistra. Il fatto che lo si debba difendere come una perla del servizio pubblico è la dimostrazione di quanto la Rai, peraltro mai eccelsa, sia caduta rovinosamente in basso».
Mentre «Minusquam», sempre ieri sera, scriveva sullo stesso blog di «Repubblica»: «Caro Direttore, di Santoro francamente non me ne frega un tubo. È coperto da una tonnellata di eurini che mai vedrò in vita mia. È un furbetto meridionale come ce ne sono tanti in Italia».
Tra i favorevoli c’è «Carlohammer», che riconosce: «Santoro è un bravo giornalista. È spesso fazioso (il che non guasta a volte, anche il nostro Zucconi lo è), furbo, sa rincorrere le mode (chi crede che Beatrice Borromeo o Rula Jebreal erano lì per le loro doti intellettuali mente sapendo di mentire). Si merita comunque i soldi che guadagna, perché porta un prodotto valido in Tv, se non altro in termini commerciali».
Sull’account di Facebook dedicato ad Annozero, Aldo Gambino scrive: «Non ci posso credere... Resta? L’ero-ino senza macchia e senza premura... Tanto che gliene importa, a lui... I soldini li incassa sempre, eccome».
«Ormai “Michele chi?” è solo uno showman. Lui è l’eroe senza macchia, l’antagonista numero uno, quello che lotta dentro e fuori la Rai, quello che si appiattisce dentro ai fili del telefono per andare in onda sui sistemi della tv giovane, ma alla fine... Digerisce anche lui. E digerisce aragoste anche quando mangia cozze», è l’amaro commento di un altro visitatore del social network.

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