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Il Mattarella tifoso ha scelto i Giochi. In quell'abbraccio l'Italia che ce la fa

Il capo dello Stato a Cortina proprio nei giorni in cui la piazza critica le Olimpiadi

Il Mattarella tifoso ha scelto i Giochi. In quell'abbraccio l'Italia che ce la fa
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Veni, vidi... Vincono! Ma è molto più di un banale amuleto. Ed è anche molto più di un politico in visita di cortesia. E nell'abbraccio con Federica Brignone subito dopo il trionfo c'è tutto Sergio Mattarella, emblema dell'Italia che ci crede e ce la fa. Ma anche un quel po' nonno di tutti noi che è capace di fare la differenza con la sua sola presenza. E a cui è impossibile non voler bene.

Emozionato, discreto, sempre un passo indietro rispetto alle luci della ribalta. Ma presente, con quel carisma silenzioso. Autorevole senza essere autoritario. «Io ci contavo», dice il Capo dello Stato a Federica dopo averla abbracciata. Sinceramente emozionato. «Io non così tanto», risponde Fede onesta. «Sei stata bravissima. Bravissima», continua Mattarella per poi tornare un passo indietro, come sua abitudine. Perché, come ha tenuto a sottolineare, «tutto posso fare tranne che appropriazione indebita: le medaglie di questi giorni sono degli atleti». E lui a intestarsi successi non suoi non ci pensa nemmeno.

Ma non una semplice parentesi. È la valorizzazione della gioia della tigre di La Salle che da ieri è la Tigre di tutta Italia. Il ritratto della gioia, mista all'incredulità di chi è stata capace di stupire anche se stessa. «Ho pensato a sciare, a fare il mio massimo. Ho detto o la va o la spacca ma non pensavo di poter vincere l'oro». Non perché non credesse nelle sue capacità ma perché quell'infortunio di 10 mesi fa, quella cicatrice sulla gamba e quella paura, avrebbero abbattuto un elefante. Ma non un tigre. «È qualcosa di speciale. Forse ce l'ho fatta proprio perché non mi mancava quest'oro, sapevo di avere già fatto il massimo ed era solo un di più. È stata la mia forza», ammette la neo campionessa olimpica. «Ero tranquilla. Per me era già un sogno essere alle Olimpiadi. Non riesco a descrivere a parole quello che sento. Devi aver vissuto quello che ho vissuto io in questi vent'anni, è impossibile da spiegare».

Una gioia vera, pura. Ma discreta. In perfetto stile Mattarella. Che con la sua presenza, indossando lo stesso giaccone degli atleti, incontrandoli, pranzando insieme a loro, ha lanciato un messaggio molto più forte di quanto qualsiasi parola possa fare. Ha scelto le Olimpiadi. Ha spinto e sostenuto e tifato gli italiani ma al tempo stesso anche l'Italia. Quella che va oltre le lamentele, i mugugni, le polemiche e le proteste sguaiate. In questi Giochi che per i critici da salotto, sarebbero stati uno spreco di soldi e risorse. Un fiasco, per chi è sceso in piazza spaccando tutto e facendo casino. Giochi inutili, che avrebbero trasmesso al mondo la solita immagine stereotipata di un Paese che si arrangia, sbuffa e fatica. E invece.

In quell'abbraccio c'è l'immagine vera, sincera e fortissima dell'Italia che non molla. E ce la fa. Come Federica. Con accanto il Presidente. Lei, che si gode Fratelli d'Italia urlando a squarciagola. E Mattarella, il Nonno d'Italia che osserva, un passo indietro. Un trionfo.

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