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Ultima discesa: Goggia e l’Italia ci sono

Azzurre uniche col lutto al braccio: Sofia 2ª, Melesi 4ª ma out, Brignone 18ª e delusa

Ultima discesa: Goggia e l’Italia ci sono
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Ultima gara prima dei Giochi. Prossima fermata: Cortina d’Ampezzo. Ieri le azzurre, dopo i rischi e il disastro della gara annullata venerdì (recupero in val di Fassa il 6 marzo), hanno ritrovato il sole a Crans Montana. Ad un mese esatto dalla tragedia di Capodanno, le parole più ovvie, ma anche sentite le dice Sofia Goggia, ieri di nuovo a podio: «Per nessuno è stato facile pensare di gareggiare qui». Intanto vince la Svizzera, con i 21 anni e il sorriso da “quasi” matricola di Malorie Blanc, già sul podio a Sankt Anton. Vale come primo passo con cui un intero Paese proverà a voltare pagina. Intanto solo le italiane hanno gareggiato con il nero del lutto al braccio, portando, però, molto azzurro al traguardo.
Goggia consolida la sua leadership su Alice Robinson, ieri sesta, nel ranking di superG, con la piazza d’onore a 18/100.
È il suo terzo podio, dopo la vittoria in Val D’Isere. Quest’anno è il superG la sua tazza di té che poteva condividere con Roberta Melesi, a lungo terza, prima della folata di Breezy Johnson che si inserisce terza a 36/100, scalzando per il soffio di +0.6 la lombarda. Spiace alla luce del suo miglior risultato in carriera non vederla ai Giochi, ma le convocazioni sono già fatte: «Credete ancora in me, metto un mattoncino alla volta”, dice con un pizzico di amaro in bocca. In effetti le sorelle Delago, entrambe convocate, sono finite lontanissime, 27ª e 32ª. Elena Curtoni, altra top player, sia per discesa sia per superG, è tornata a Milano per accertamenti ad un braccio che ha sbattuto contro una porta.
Poi c’è Federica Brignone: dopo l’ottimo rientro in gigante, con il sento posto di «p Plan de Corones, ieri, alla sua “prima” in velocità, ha chiuso 18ª (+1”28), mostrato segmenti buoni, ma anche un po’ di incertezza in alcuni appoggi. È la ruggine dei soli 3 giorni di allenamento? È il dolore che c’è ogni giorno? «Un po’ di tutto: non mi sono sentita in certi passaggi sulla gamba sinistra. Ora il tempo è poco per i Giochi». Il rammarico più grande resta quello di Laura Pirovano: in stagione, come del resto negli scorsi anni, dopo l’infortunio, si era abbonata a quarti e sesti posti che facevano ben sperare. Ieri avrebbe vinto: nessuna ha pennellato come lei i dossi della Mont Lachaux, fino all’ultima porta, mancata per troppa irruenza: «Tutti mi dite che sono in forma, ma ho appena smesso di piangere: pensavo di essere lenta sul piano e ho voluto strafare». La ruota gira. Speriamo prima che poi. In chiave Tofane, in ogni caso, questo è uno squadrone, da valanga rosa. Nicol Delago ha vinto, così Sofia con altri 3 podi. Fede non si discute e le altre sono tutte da podio.


Gli uomini sono in gara oggi in discesa (Rai 2 ed Eurosport alle 11). Nell’unica prova disputata ieri, Mattia Casse ha firmato il primo tempo. Ha rischiato grosso Giovanni Franzoni, finito ad accarezzare le reti: «È una pista molto mossa che conosco ancora poco», così il re di Kitz.

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