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Morte di J. Craig Venter, Rappuoli: "La rivoluzione della genomica guida le nuove generazioni e accelera con dati e intelligenza artificiale"

direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena commenta la scomparsa di "uno dei protagonisti più innovativi della biologia contemporanea"

Morte di J. Craig Venter, Rappuoli: "La rivoluzione della genomica guida le nuove generazioni e accelera con dati e intelligenza artificiale"

“La morte di Craig Venter segna la scomparsa di uno dei protagonisti più innovativi della biologia contemporanea, ma soprattutto richiama con forza una direzione che oggi è più attuale che mai: utilizzare la conoscenza del genoma per costruire soluzioni concrete per la salute umana”. Così Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, interviene sulla scomparsa di J. Craig Venter.

“Nel 1995 Craig Venter pubblicò il primo genoma completo di un organismo vivente. Era una tecnologia rivoluzionaria e all’epoca nessuno aveva mai visto un genoma intero. Quando lessi quel lavoro capii immediatamente che si apriva una possibilità nuova anche per il mio campo. Andai negli Stati Uniti per incontrarlo e gli proposi di sequenziare il genoma del meningococco B, con l’idea di utilizzare quelle informazioni per sviluppare un vaccino. All’inizio non era interessato, stava già guardando alla sfida molto più grande del genoma umano, ma dopo aver compreso la gravità della malattia accettò. Da quella decisione è nata una collaborazione durata decenni, soprattutto, un cambio di paradigma”.

Rappuoli ricostruisce il passaggio che ha segnato una svolta nella ricerca. “Per la prima volta nella storia dei vaccini non siamo partiti dall’analisi diretta del microrganismo, ma dalle informazioni contenute in un computer. Questo approccio, che poi ho definito ‘reverse vaccinology’, ha consentito di identificare in pochi mesi un numero di antigeni superiore a quello scoperto in decenni di ricerca tradizionale. Era evidente che la potenza della genomica avrebbe cambiato tutto. Da quella intuizione è nato il vaccino contro il meningococco B, che oggi protegge milioni di bambini nel mondo e dimostra come una tecnologia innovativa possa tradursi in un impatto reale sulla salute pubblica”.

Il valore di quella esperienza, sottolinea Rappuoli, non è solo nel risultato raggiunto. “Quei componenti del vaccino non sarebbero stati individuati con le tecnologie precedenti in tempi ragionevoli. È stato necessario un salto tecnologico e culturale. La genomica di allora era ancora agli inizi, quella che oggi definiremmo una fase pionieristica. Craig Venter impiegava oltre un anno per sequenziare un genoma batterico. Oggi sequenziamo migliaia di genomi in un giorno. Questo dà la misura della trasformazione in atto. Alcuni anni dopo aver fatto il genoma umano, Craig si era concentrato sulla creazione in laboratorio di geni sintetici e mi chiese se avessi voluto usare questa nuova tecnologia per fare vaccini. Quando me lo ha chiesto la prima volta, non avevo la minima idea di cosa farne, ma ho cominciato a pensarci insieme al mio team. L’occasione per usarla arrivò il giorno di Pasqua del 2013 quando il Center for Disease Control Cinese pubblicò su internet la sequenza di un virus aviario (H7N9) che aveva ucciso tre persone in Cina e aveva tutte le caratteristiche per causare una pandemia. Non avendo il ceppo di virus per fare un vaccino con le tecnologie tradizionali (ci vollero mesi per averlo dalla Cina), il lunedì di Pasqua Venter sintetizzò i geni usando la sequenza scaricata da internet e con i geni sintetici noi facemmo due vaccini, uno con virus tradizionale e uno a RNA. Entrambi i vaccini erano pronti il sabato della stessa settimana. Questo nuovo modo di fare vaccini con geni sintetici, senza aver mai visto il virus che facemmo insieme a Craig nel 2013, è quello che è stato fatto da tutti nel 2020 per fare i vaccini Covid”.

Per il Direttore Scientifico del Biotecnopolo di Siena le traiettorie scientifiche iniziate insieme a Venter entrano in una nuova fase. “La convergenza tra genomica, capacità di calcolo, biologia sintetica e intelligenza artificiale stanno accelerando ulteriormente i processi attraverso l’intelligenza artificiale che consente di analizzare quantità di dati che nessuna mente umana potrebbe gestire, e permette di arrivare a soluzioni in tempi molto più rapidi. Resta però centrale il ruolo dello scienziato, che deve interpretare questi risultati e trasformarli in applicazioni utili. È qui che si gioca la qualità della ricerca”. Uno sviluppo che riguarda direttamente il modo di formare i ricercatori.

“Nel mio ruolo di direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena considero essenziale trasmettere ai giovani questo approccio. Non basta conoscere le tecnologie, bisogna saperle utilizzare con una visione chiara, con rigore e con la capacità di lavorare tra discipline diverse. La lezione di Venter è proprio questa: avere il coraggio di cambiare prospettiva e di utilizzare strumenti nuovi per affrontare problemi complessi. Guardando al futuro”, conclude Rappuoli, “la strada è tracciata. La ricerca deve essere sempre più capace di integrare dati, biologia e tecnologia per sviluppare soluzioni rapide ed efficaci.

È un percorso che parte da intuizioni come quelle di Craig Venter e che oggi può trovare una nuova accelerazione. Continuare su questa linea significa trasformare la conoscenza in prevenzione, in terapie e in strumenti concreti per migliorare la salute delle persone”.

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