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È un ragno o L’enigmista? La formica aziona da sola l’ingegnosa trappola che la uccide

È un ragno o L’enigmista? La formica aziona da sola l’ingegnosa trappola che la uccide
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Immaginate una delle trappole dell’Enigmista: la vittima si avvicina, reagisce alla minaccia, cerca di forzare un punto sbagliato e, così facendo, aziona da sola il meccanismo che la scaraventa direttamente verso la sua fine. Non è una scena di Saw, è il sistema di caccia di un minuscolo ragno australiano, già osservato per la prima volta nel 2022 da Greg Anderson, ricercatore biomedico e tassonomista di ragni: aveva visto una formica venire improvvisamente scagliata in aria.

In realtà non era una formica salterina, si trattava della vittima della trappola particolarmente ingegnosa di un piccolo ragno notturno del genere Propostira (ancora privo di un nome scientifico definitivo) soprannominato ballista spider, ragno-ballista, dal nome dell’antica macchina da guerra che scagliava proiettili accumulando e liberando tensione. Il meccanismo è stato studiato e appena descritto da un gruppo coordinato dallo zoologo Ajay Narendra della Macquarie University di Sydney, in uno studio pubblicato su Current Biology.

Il nostro ballista di giorno rimane nascosto sotto una foglia, non ha fretta (in genere tutti i ragni non hanno fretta), la sera scende dal suo rifugio per mezzo metro o più, trova un punto di ancoraggio (una foglia, un ramo o il terreno) e tende tra questo punto e la tela principale da 15 a 60 fili di seta. Seguite bene perché la cosa si fa interessante. Riunisce questi fili in una struttura conica, caricata sotto tensione, e la avvolge con una seta più sottile (una costruzione che può richiedere fino a quattro ore, pare tanto, molto meno comunque di una fila per prendere un appuntamento in certe ASL).

Il fatto è che il ragno-ballista non mangia tutto, si è fissato con un’unica preda, abbastanza pericolosa: la formica verde arboricola australiana, Oecophylla smaragdina, aggressiva, territoriale e oltretutto capace di richiamare rapidamente molte compagne in caso di pericolo. Quindi che succede? Una di queste formiche arriva e morde il cono-trappola (sul quale i ricercatori sospettano che il ragno abbia depositato qualche feromone, cosa probabile sebbene non ancora dimostrata). Le mandibole restano probabilmente attaccate alla seta adesiva e, mordendo e divincolandosi, la formica provoca il distacco del cono dal punto di ancoraggio: in pratica è la preda stessa a azionare il grilletto della trappola. Da lì viene scaraventata verso l’alto per trenta centimetri, verso la ragnatela vera e propria, a una velocità di 4,4 metri al secondo e con un’accelerazione di 1.367 metri al secondo quadrato, circa 140 g, quindici volte le accelerazioni più estreme sopportate dai piloti militari.

Il ragno (abbiamo detto che sono pazienti, però qui è strategia) non si precipita subito sulla formica catapultata nella trappola, aspetta che sia completamente invischiata per evitare le forti mandibole e l’arrivo dei rinforzi.

In sintesi: un ragno costruisce per quattro ore una macchina da guerra destinata a una sola specie di formica, la attira sfruttandone l’aggressività e fa in modo che sia lei stessa, mordendo, a azionare il meccanismo che la spedisce nella tela. La cosa ancora più interessante è che la formica finisce dentro la trappola proprio a causa della sua aggressività. Non gli avete dato ancora un nome? Spider Saw mi sembra perfetto.

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