Scommesse, ora il pm vuole sentire i giocatori

L’attaccante blucerchiato Bazzani: «Non so niente di questa inchiesta»

Paola Balsomini

Sviluppi nell’inchiesta sul calcio scommesse, che ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei commercianti Francesco Sanfilippo, titolare di Js Abbigliamento di piazza Duca degli Abbruzzi a Nervi e Graziano Belziti che lavora nella ristorazione (il primo difeso da Umberto Pruzzo, il secondo da Claudio Zadra, accusati, assieme ad altri di cui ancora non si conoscono i nomi, di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e a reati connessi al calcio, interrogati nella mattinata di mercoledì si sono avvalsi della facoltà di non rispondere). Il pubblico ministero Andrea Lari che conduce le indagini assieme al collega Giovani Arena, ha programmato una serie di interrogatori con i calciatori del Genoa. A partire dalle prossime ore i calciatori saranno sentiti come testimoni (al momento non risulta che siano state emesse informazioni di garanzia nei confronti di tesserati). I magistrati intendono far luce su alcune partite disputate dalla squadra rossoblu negli ultimi due o tre mesi. Ad esempio, ma è solo un’ipotesi non suffragata da alcuna conferma, potrebbe trattarsi di Triestina-Genoa, Vicenza-Genoa, Empoli-Genoa, Ascoli-Genoa e qualche altro incontro. Sino a questo momento viene esclusa qualsiasi partecipazione della Sampdoria ad attività illecite connesse alle frodi sportive, di cui alle inchieste dei pm Lari e Arena. Semmai si parla di amicizia di tre giocatori blucerchiati con le persone inquisite per il calcio scommesse.
Si parla invece di alcune intercettazioni: «Non so nulla di questa storia - spiega Bazzani, che è in procinto di tornare a Genova - ho seguito poco anche la questione che riguarda il Genoa perchè ero in viaggio di nozze. Comunque non sono a conoscenza di questo presunto giro di scommesse o intercettazioni. E poi bisogna vedere di cosa si tratta. Non credo che parlare con la propria moglie e dire che, per esempio, il Milan vincerà il giorno dopo, significhi sapere già il risultato». Nel pomeriggio di ieri cono stati anche interrogati nella caserma di San Giuliano dai due pm tre o quattro persone collegate all’inchiesta sui due commercianti indagati.
A Roma invece si è concluso il secondo giorno di interrogatori con l'audizione di Andrea Manzo, tecnico del Venezia. In mattinata erano stati ascoltati dagli 007 federali Riccardo Pezzato e Massimo Cravero, mentre Martin Lejsal e Borgobello, sempre del Venezia non si sono presentati e verranno interrogati lunedì, in una seduta finora non prevista nel calendario stilato dall'ufficio federale. Cravero, che qualche mese fa sembrava in procinto di passare al Genoa, ha dovuto rendere conto di una telefonata in cui «avvertiva» i rossoblù di una possibile combine tra il Torino e il Venezia. Sempre ieri il caso Como è finito anche alla Camera con un’interpellanza dell’onorevole Pagliarini che ha chiesto al sottosegretario allo Sport Mario Pescante una verifica sul riacquisto della società lariana da parte della «Royal», di Enrico Preziosi. Questa la risposta di Pescante: «La Federcalcio ha chiesto elementi, che però tardano a pervenire in quanto la società aggiudicataria, «Royal Srl», ha variato la denominazione sociale in quella di Calcio Como Srl. Come Pagliarini precisa non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino controlli diretti o indiretti in società della sfera professionistica da parte del medesimo soggetto. Tale divieto vige anche per le società partecipanti al campionato organizzato dal Comitato Interregionale. Pertanto, ove dai documenti che stanno per pervenire alla Federcalcio si dovesse accertare che esiste identità tra la persona del Preziosi, proprietario della società «Royal Srl» e, quindi, praticamente, detentore del capitale della Calcio Como, ed il presidente del Genoa, è chiaro che ci sarà un intervento degli organi di giustizia federali a breve scadenza. Per ora, la documentazione non è ancora pervenuta e, secondo quanto riferitomi dalla Federazione, è attesa per le prossime ore».
Intanto ieri è spuntata anche una nuova intercettazione telefonica nella quale si fanno i nomi di alcuni arbitri, in relazione ad alcune partite e di presunti favori da concedere in cambio di soldi e regali. In questo caso però il controllo è partito da Livorno ed è stata compiuta nell'ambito di una inchiesta che aveva per oggetto presunti abusi nell'ambito della pubblica amministrazione. Il fascicolo è il primo tassello dell'indagine affidata al pm Luca Palamara.

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